25 Giugno 2021
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Attentati a Bruxelles, il cordoglio di valdesi e metodisti

23-03-2016 22:07 - appunti del moderatore
«Resistere all´odio omicida con le ragioni della pace e della giustizia». Il messaggio del moderatore della Tavola valdese al presidente della Chiesa protestante unita del Belgio

In seguito ai tragici fatti di Bruxelles, dove "le forze del peccato" hanno seminato terrore e morte con nuovi attentati terroristici, il moderatore della Tavola valdese, Eugenio Bernardini, ha scritto un messaggio di cordoglio e di vicinanza, a nome di valdesi e metodisti italiani, a Steven Fuite, presidente del Consiglio sinodale della Chiesa protestante unita del Belgio.

Ecco di seguito il testo integrale del messaggio.

Caro Presidente, caro Fratello in Cristo,

oggi la tua città, il tuo paese e le chiese che rappresenti vivono un giorno di lutto al quale noi, valdesi e metodisti italiani, ci associamo con piena partecipazione.

Nei giorni in cui come cristiani ricordiamo la Passione e il sacrificio del nostro Signore Gesù Cristo, le forze del peccato seminano terrore e morte in Europa, distruggendo vite umane e pretendendo di costringerci ad armare i nostri cuori, le nostre menti e le nostre mani.

Ma ciò non accadrà perché noi restiamo saldi e forti nella nostra fede in Cristo che ci ha insegnato che l’agape di Dio non viene mai meno e che, anche nel momento della sofferenza e del dolore, dobbiamo resistere all’odio e allo spirito di vendetta per affermare, invece, le ragioni della giustizia, del diritto e della pace.

Oggi piangiamo le vittime di una ideologia violenta e omicida che, benché strumentalizzi il nome di Dio, resta incompatibile con ogni espressione di religiosità e di fede autentica. E per questo continuiamo a sentirci impegnati in un dialogo sincero e fraterno con quei credenti di altre tradizioni religiose che si dicono e si dimostrano pronti a camminare su una strada comune di convivenza e di condivisione.

E’ con questo spirito, caro fratello, che ci prepariamo a celebrare la Pasqua, addolorati dalla tragedia di oggi ma anche illuminati dalla luce del Signore che risorge e che ci dà la forza di proseguire nel nostro cammino.

Fraternamente,
Pastore Eugenio Bernardini
Moderatore della Tavola Valdese

Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
G I U G N O


Versetto del mese
Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini

(Atti degli apostoli 5,29)




Salmo della settimana: 12

Venerdì 25 Giugno

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza (Salmo91,4)
Gesù dice: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8,31-32)

Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l unico «scudo della fede» e «l elmo della salvezza» e «la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiere e di supplica» come armi di difesa e di offesa.
Hans Urs Von Balthasar


Matteo 10, 26-33; Atti degli apostoli 13, 13-25


















Preghiera

Signore siamo deboli, timorosi, piccoli.
Ma forse tu vuoi servirti ugualmente di noi.
Facci entrare nel tuo lavoro, non permetterci di aver vissuto per niente.
Conosci quello che siamo, sai che abbiamo, tutti, sete di te,
della vita, della salvezza che ci offri.
Concedici di essere forti in te. Amen


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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