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Arrivata con il primo corridoio umanitario la piccola profuga siriana Falak con tutta la famiglia

08-02-2016 10:03 - News
Presidente FCEI: “Oggi si scrive una pagina importante dell´Europa dell´accoglienza”

Con un regolare volo di linea è giunta stamane a Fiumicino la prima famiglia beneficiaria dei “corridoi umanitari”, il progetto della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), portato avanti in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio nel quadro del programma Mediterranean Hope (MH). Muniti di visto per motivi umanitari ottenuto dall’ambasciata italiana a Beirut, la famiglia siriana scappata da Homs verso il nord del Libano tre anni fa, è stata accolta all’aeroporto di Roma dalle delegazioni delle due organizzazioni.

Soddisfazione per l’operazione – la prima nel suo genere in Europa – è stata espressa dal presidente della FCEI, pastore Luca Maria Negro: "Oggi si scrive una pagina importante dell´Europa dell´accoglienza e della solidarietà. Con l´arrivo in tutta sicurezza della bambina Falak, gravemente malata, e della mamma, la FCEI e Sant´Egidio, grazie al sostegno della Tavola valdese, dimostrano che l´apertura di corridoi umanitari per fare fronte alla crisi migratoria di questi mesi, è uno strumento funzionale e sostenibile che speriamo possa essere utilizzato anche da parte di altri paesi dello spazio Schengen. Il risultato di oggi, infatti - conclude Negro - indica un modello di ´sponsorizzazione umanitaria´ che sottrae rifugiati e profughi al traffico criminale degli scafisti e consente ingressi legali e verificati in Italia".

Ad accogliere a Fiumicino la famiglia Al Hourani al completo - accompagnata dall´equipe congiunta di MH e Sant´Egidio che l´ha assistita già in Libano - sono state per la FCEI, tra gli altri, la vicepresidente Christiane Groeben e la consigliera Maria Bonafede, pastora valdese e referente FCEI per le migrazioni. Presenti anche le operatrici MH del coordinamento accoglienza che per i bambini avevano approntato due zainetti, uno rosa l´altro blu, pieno zeppo di sorprese.

Il progetto è indirizzato a profughi particolarmente vulnerabili e bisognosi di cure come persone malate, donne incinte, bambini, disabili. Mediterranean Hope è un progetto finanziato in larga parte dall’otto per mille della Chiesa evangelica valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi). Tra i sostenitori del progetto figurano la Chiesa evangelica della Vestfalia (EKvW), la Chiesa riformata degli Stati Uniti, diverse comunità evangeliche in Italia, e singoli donatori in Italia e all’estero. E’ di questi giorni la notizia di una donazione da parte della Chiesa evangelica del Palatinato in Germania.

Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
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A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Domenica 1° Agosto
A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà (Luca 12,48)

Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze (Deuteronomio 6,5)
Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo (I Giovanni 4,19)


E’ possibile amare Dio con mezzo cuore? E’ possibile provare un sentimento con solo un pezzo di cuore? Si può immaginare che il cuore sia composito. Effettivamente la tradizione rabbinica dà un suggerimento per certi versi sconcertante: si deve amare Dio sia con l isinto del bene, sia con l istinto del male. Infatti nell’uomo vi è una natura doppia, nel profondo, che lo costringere perennemente a scegliere. Ora, se è chiaro che cosa vuol dire amare Dio con la componente positiva, bisogna capire che cosa significhi amare Dio con quella negativa. Suggerisco che io pratico una forma di amore verso Dio nel momento in cui domino l’istinto del male, indirizzando verso Dio la capacità di dominare la tendenza malvagia.
Benedetto Carucci Viterbi


Matteo 13, 44-46; Filippesi 3, 4b-14; Geremia 1, 4-10









Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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