29 Settembre 2020
News

Annunziare le grandi opere di Dio - commento a Apocalisse 15, 3

26-04-2016 10:02 - Bibbia e attualità
Io, con le mie mani, ho spiegato i cieli e comando tutto il loro esercito
Isaia 45, 12

Grandi e meravigliose sono le tue opere, o Signore, Dio onnipotente
Apocalisse 15, 3


«Se Dio può fare ogni cosa, perché non interviene e lascia che ci siano tante vittime?». Da queste domande sono nate tante, ma tante crisi di fede che hanno lasciato il segno.

Nella confessione belga Dio è descritto con ben 12 caratteristiche, fra cui onnipotente. Tutti questi attributi hanno un riferimento biblico, tranne ´onnipotente´. Il termine ebraico non esprime tanto l´onnipotenza, quanto vuole sottolineare che ciò che Dio fa è impressionante, imponente, come una montagna può essere imponente. Ciò che Dio compie ti lascia senza parole, ti emoziona fin dentro le tue ossa.

Le opere del Signore hanno questo effetto su di noi: impressionano, ci emozionano. Le opere del Signore per eccellenza sono la liberazione dalla schiavitù e la vittoria sulla morte in Gesù, una liberazione anche questa. Quando tutto sembra finito, si apre una strada nuova. In un mondo dove molte situazioni sono ancora situazioni di schiavitù è davvero grande e meraviglioso poter annunziare le opere che il Signore ha fatto e continua a fare in mezzo a noi.

Facciamoci sorprendere da Dio, facciamoci conquistare dal Signore: porte che erano chiuse si aprono; strade sbarrate si spianano; orizzonti offuscati si schiariscono.

Abbiamo tanto bisogno di liberazione da situazioni e strutture che dominano le nostre vite. Forse non crediamo più in un Dio onnipotente, e ci siamo già arresi e sottomessi a un altro Dio, quello delle macrostrutture, contro cui - secondo l´opinione pubblica - non si può fare niente.

Annunziare le grandi opere che Dio ci mette davanti, credere che le difficoltà che ci attanagliano non hanno l´ultima parola, fanno scricchiolare i poteri che hanno la pretesa di dominare le nostre vite. Questo è possibile, come è possibile che un fiore fiorisca nel deserto.

Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 125


Lunedì 28 Settembre

Ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli anni dei quali dirai: «Io non ci ho più alcun piacere» (Ecclesiaste 12,3)
Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe», Natanaele gli disse: «Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?» Filippo gli rispose: «Vieni a vedere» (Giovanni 1,45-46)

O Dio, Creatore e Signore dell’universo, anima del mondo e fonte della vita, ti lodiamo e ti ringraziamo per tutto ciò che esiste. Tutto è un segno della tua grandezza, della tua potenza, di una genialità che l’uomo può solo completare stupito. Veramente, Signore, tutto è molto bello e noi ci sentiamo avvolti nel mistero infinito della tua presenza.
Sergio Carrarini

Romani 6, 16-23; II Corinzi 10, 12-18




Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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