26 Luglio 2021
News

Annunziare le grandi opere di Dio - commento a Apocalisse 15, 3

26-04-2016 10:02 - Bibbia e attualità
Io, con le mie mani, ho spiegato i cieli e comando tutto il loro esercito
Isaia 45, 12

Grandi e meravigliose sono le tue opere, o Signore, Dio onnipotente
Apocalisse 15, 3


«Se Dio può fare ogni cosa, perché non interviene e lascia che ci siano tante vittime?». Da queste domande sono nate tante, ma tante crisi di fede che hanno lasciato il segno.

Nella confessione belga Dio è descritto con ben 12 caratteristiche, fra cui onnipotente. Tutti questi attributi hanno un riferimento biblico, tranne ´onnipotente´. Il termine ebraico non esprime tanto l´onnipotenza, quanto vuole sottolineare che ciò che Dio fa è impressionante, imponente, come una montagna può essere imponente. Ciò che Dio compie ti lascia senza parole, ti emoziona fin dentro le tue ossa.

Le opere del Signore hanno questo effetto su di noi: impressionano, ci emozionano. Le opere del Signore per eccellenza sono la liberazione dalla schiavitù e la vittoria sulla morte in Gesù, una liberazione anche questa. Quando tutto sembra finito, si apre una strada nuova. In un mondo dove molte situazioni sono ancora situazioni di schiavitù è davvero grande e meraviglioso poter annunziare le opere che il Signore ha fatto e continua a fare in mezzo a noi.

Facciamoci sorprendere da Dio, facciamoci conquistare dal Signore: porte che erano chiuse si aprono; strade sbarrate si spianano; orizzonti offuscati si schiariscono.

Abbiamo tanto bisogno di liberazione da situazioni e strutture che dominano le nostre vite. Forse non crediamo più in un Dio onnipotente, e ci siamo già arresi e sottomessi a un altro Dio, quello delle macrostrutture, contro cui - secondo l´opinione pubblica - non si può fare niente.

Annunziare le grandi opere che Dio ci mette davanti, credere che le difficoltà che ci attanagliano non hanno l´ultima parola, fanno scricchiolare i poteri che hanno la pretesa di dominare le nostre vite. Questo è possibile, come è possibile che un fiore fiorisca nel deserto.

Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
L U G L I O
Versetto del mese
Affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo,
come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi

(Atti degli apostoli 17, 27)


Salmo della settimana: 11


Domenica 25 Luglio
Ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce, poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità (Efesini 5, 8-9)


Difendete la causa del debole e dell’orfano, fate giustizia all afflitto e al povero! (Salmo 82, 3)
Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità (I Giovanni 3, 18)

In primissimo ordine dovremmo volgere il nostro zelo all amore in sé, che è il fine di ogni comandamento divino e l adempimento di tutta la legge. La chiesa, gli ordinamenti, le opere esteriori di ogni genere, perfino tutte le sante disposizioni dell animo sono inferiori a esso, e crescono di valore solo a mano a mano che si avvicinano; questo è dunque il nobile oggetto dello zelo cristiano. Che ogni sincero credente lo dedichi al Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo con tutto il fervore dello spirito, affinché il suo cuore possa espandersi nell amore di Dio e per tutto il genere umano, e tutto il suo agire sia solo questo correre verso la meta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.
John Wesley


Matteo 5, 13-16; Efesini 5, 8b-14; Isaia 2, 1-5














Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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