04 Ottobre 2022
News

Annunciare l´Evangelo - commento a Atti 4, 29

28-01-2016 19:03 - Bibbia e attualità

Il Signore disse a Mosè: «Tu dirai tutto quello che ordinerò»
(Esodo 7, 1-2)

Adesso, Signore, concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola in tutta franchezza
(Atti 4, 29)

Nel pomeriggio d’un giorno d’estate Pietro e Giovanni vanno al tempio di Gerusalemme per l’ora della preghiera. Ad una delle sue porte incontrano uno zoppo che chiede l’elemosina e lo guariscono nel nome di Gesù. Molta gente è attratta dall’accaduto e i due apostoli ne approfittano per annunciare l’Evangelo, cioè la vicenda di Gesù di Nazareth, la sua morte e risurrezione, il suo ritorno, ed invitare alla conversione.

Arrestati e incarcerati, Pietro e Giovanni sono rilasciati il giorno dopo. Le autorità ingiungono loro “di non parlare, né insegnare nel nome di Gesù”, ma al loro racconto di quanto avvenuto la chiesa reagisce con le parole che abbiamo citato.

La franchezza cui i credenti di Gerusalemme fanno riferimento si diceva “parresia”. Più volte citata nel Nuovo Testamento, era la capacità di unire la profonda convinzione alla scioltezza di eloquio e al coraggio di esporsi.

La Parresia è ormai merce scomparsa dalle nostre chiese. Scorrendo i nostri giornali dell’Ottocento e della prima metà del Novecento, ci imbattiamo in racconti di predicazioni e testimonianze che nascevano da un profondo cambiamento di vita e da grande fiducia nella guida del Signore. I nostri nonni e le nostre nonne erano pronti ad affrontare disprezzo e isolamento, persecuzione ed anche violenza e carcere per l’annuncio. È vero, ci sono difficoltà oggettive: come annunciare la salvezza a chi ti obbietta: salvezza da chi o da che cosa? O l’amore di Dio a chi ti risponde: ma se Dio ci fosse non dovrebbe permettere… Invitare a una vita nuova chi ti dice: è già difficile vivere questa. Parlare di resurrezione e vita eterna a chi ti sfida: fammi conoscere qualcuno che abbia visto queste cose.

Ma la difficoltà può derivare anche dal fatto che non siamo più molto convinti delle cose che annunciamo. Forse, nelle nostre comunità, dovremmo ripassare i «fondamentali» della nostra fede, riconvertendo noi stessi e le chiese prima di proporre l’Evangelo ad altri.

Fonte: Riforma
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

D I C E M B R E

Versetto del mese:

«Manda gridi di gioia, rallègrati, figlia di Sion!
Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te»,
dice il Signore

(Zaccaria 2, 10)


Salmo della settimana: 71
Venerdì 31 Dicembre
I miei giorni sono nelle tue mani (Salmo 31,15)

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo (Numeri 21, 7)
Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio (Giuda 22)


Ci è stato donato un medico che è egli stesso la vita; Cristo, morto per noi, ha per noi ottenuto la salvezza. Invochiamo la tua bontà: continua a custodire anche in futuro i grandi e i piccoli, perché tu hai per noi pensieri di pace e non di male.

Ludwig Helmbold


Romani 8, 31b-39; Ecclesiaste 3, 1-15 ; Salmo 46; Matteo 13, 24-30


Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Eventi
keyboard_arrow_left
Ottobre 2022
keyboard_arrow_right
calendar_view_month calendar_view_week calendar_view_day
Ottobre 2022
L M M G V S D
26
27
28
29
30
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
1
2
3
4
5
6
23-12-2021 / 08-12-2022 - eventi
Foto gallery
[]

Realizzazione siti web www.sitoper.it
cookie