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Anniversario della Riforma. 37 città della Riforma e una canzone: "il 2017 sarà europeo"

19-07-2014 10:28 - News

Trentasette città europee si sono candidate per il titolo di "Città europea della Riforma", un´iniziativa promossa dalla Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE) in vista del Cinquecentenario della Riforma nel 2017. Per quattro città la procedura si è già conclusa con successo: Emden (Germania), Zurigo (Svizzera), Wittenberg (Germania) e Turku (Finlandia), possono utilizzare l´ambito "titolo" e porre le proprie iniziative per l´anniversario della Riforma nel quadro del programma "città europea della Riforma". Altre sei città vedranno assegnato loro il titolo entro l´estate 2014. "In questo modo sarà evidente la dimensione europea della Riforma" ha affermato il vescovo Michael Bünker, segretario generale della CCPE, che ha aggiunto: "tanto nel numero di menzioni, quanto nella distanza geografica e nella varietà di attività, le nostre aspettative sono state largamente superate. Il 2017 sarà europeo". Dal momento che è possibile candidarsi sino all´anno 2017, si può prevedere la partecipazione di più di 50 città.

Il progetto "Città europea della Riforma" della CCPE mira a creare sinergie tra le chiese e le città, e mettere in rete le tante iniziative che si svolgeranno per i 500 anni della Riforma, tenendo insieme arte, cultura, turismo, ma anche storia e spiritualità.


"La CCPE è innanzitutto una comunità che celebra il culto" sottolinea Bünker. Per conferire un significato particolare agli eventi di culto che si terranno nel 2017, la CCPE ha così indetto nell´estate 2014 una seconda iniziativa, un concorso musicale per la "canzone della Riforma". La giuria sarà internazionale. "Con questo concorso vogliamo arrivare nelle scuole e nelle comunità" dice Bünker, "l´anniversario della Riforma a livello europeo deve rivolgersi non solo alle Chiese e alle istituzioni; la canzone vincitrice dovrà essere cantata nel 2017 nei tanti culti in molte lingue!".


Tanto il programma "città della Riforma in Europa" che il concorso musicale sono parte del progetto "Europa reformata", che è stato avviato nel 2012 dall´Assemblea generale della CCPE. Ulteriori aggiornamenti saranno reperibili sul sito www.leuenberg.eu.
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126


Lunedì 23 Novembre

Così parla Colui che è l Alto, l eccelso, che abita l eternità, e che si chiama il Santo. «Io dimoro in luogo eccelso e santo, ma sto vicino a chi è oppresso e umile di spirito per ravvivare lo spirito degli umili per ravvivare il cuore degli oppressi» (Isaia 57,15)
Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose (Marco 6,34)

Quando, nelle dimostrazioni che il mondo sa dare, vengono a mancare il conforto e l aiuto, in abbondanza viene in aiuto lui, il Creatore stesso, e inclina i suoi occhi paterni verso coloro che altrimenti non trovano riposo. Date al nostro Dio la gloria!
Johann Jakob Schutz

Ebrei 12, 18-25; II Pietro 2, 1-11




Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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