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Anche Mediterranean Hope in maglietta rossa per fermare l´emorragia di umanità

05-07-2018 22:03 - News
L´iniziativa voluta da Libera per sabato 7 luglio per ricordare i troppi bambini morti nel Mediterraneo

«Nello spirito di quello che abbiamo fatto negli ultimi quindici giorni a bordo della Open Arms, aderiamo all´appello di Libera per il 7 luglio e indosseremo anche noi la maglietta rossa» ha dichiarato all´Agenzia stampa Nev Paolo Naso, coordinatore per la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) del programma rifugiati e migranti Mediterranean Hope (MH).

Mediterranean Hope metterà le magliette rosse sabato 7 luglio a Lampedusa, dove fra l´altro è prevista la proiezione del documentario "Iuventa", per il quinto anniversario della storica visita a Lampedusa di papa Francesco. "Come MH, insieme alla Parrocchia San Gerlando e al Forum Lampedusa Solidale, faremo tornare simbolicamente la nave Iuventa nel luogo in cui si è interrotta la sua attività" ha dichiarato Alberto Mallardo, operatore Fcei, che invia a partecipare all´iniziativa.

Qui di seguito, l´appello lanciato da Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera e Gruppo Abele, insieme ad Arci, Legambiente e ANPI. Fra gli aderenti, anche la piattaforma italiana di "Welcoming Europe. Per un´Europa che accoglie", iniziativa dei cittadini europei (Ice), uno strumento di democrazia partecipativa per chiedere alla Commissione europea un atto legislativo per decriminalizzare il reato di solidarietà, creare passaggi sicuri per i rifugiati e tutelare i diritti umani. Servono un milione di firme in 12 mesi in almeno 7 paesi membri. Welcoming Europe è co-promossa in Italia dalla FCEI con Radicali italiani, insieme a diverse associazioni e organizzazioni umanitarie.

Una #magliettarossa per #fermarelemorragia di umanità

indossiamo una maglietta rossa per un´accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà

Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c´è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d´impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Alan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l´indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l´altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l´attenzione dei soccorritori.

Muoiono, questi bambini, mentre l´Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell´immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un´accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L´Europa moderna non è questa. L´Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell´umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.

Per aderire organizzazione@libera.it


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Lunedì 2 Agosto

Non abbiate paura, state fermi e vedrete la salvezza che il Signore compirà oggi pere voi (Esodo 14,13)
Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è colui che ha fatto le promesse (Ebrei 10,23)

Solleva sopra di noi, amato Signore, la luce della tua parola e mantienila alta, cosicchè brilli nei nostri cuori più alta e più forte quando tutte le tentazioni del diavolo, della morte e del peccato cercano di farci cadere nella disperazione, nello scoraggiamento e nella paura e tutto può diventare una sciagura Poichè, se tu non lo farai, allora il diavolo diventerà più forte e ci ottenebrerà e oscurerà la dolce e incipiente luce della tua parola e ci getterà in una tale disperazione che le cose per noi si metteranno peggio che mai. O Dio, rivolgi a noi il tuo volto e mantieni con forza nei nostri cuori la luce della tua valorosa parola contro l omicida, il mentitore, il diavolo, il quale vuole opprimere e soffocare in noi con l omicidio e la dottrina menzognera la medesima parola. Amen
Martin Lutero


I Re 3, 16-28; Atti degli apostoli 27, 13-44









Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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