18 Ottobre 2021
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Anche Mediterranean Hope in maglietta rossa per fermare l´emorragia di umanità

05-07-2018 22:03 - News
L´iniziativa voluta da Libera per sabato 7 luglio per ricordare i troppi bambini morti nel Mediterraneo

«Nello spirito di quello che abbiamo fatto negli ultimi quindici giorni a bordo della Open Arms, aderiamo all´appello di Libera per il 7 luglio e indosseremo anche noi la maglietta rossa» ha dichiarato all´Agenzia stampa Nev Paolo Naso, coordinatore per la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) del programma rifugiati e migranti Mediterranean Hope (MH).

Mediterranean Hope metterà le magliette rosse sabato 7 luglio a Lampedusa, dove fra l´altro è prevista la proiezione del documentario "Iuventa", per il quinto anniversario della storica visita a Lampedusa di papa Francesco. "Come MH, insieme alla Parrocchia San Gerlando e al Forum Lampedusa Solidale, faremo tornare simbolicamente la nave Iuventa nel luogo in cui si è interrotta la sua attività" ha dichiarato Alberto Mallardo, operatore Fcei, che invia a partecipare all´iniziativa.

Qui di seguito, l´appello lanciato da Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera e Gruppo Abele, insieme ad Arci, Legambiente e ANPI. Fra gli aderenti, anche la piattaforma italiana di "Welcoming Europe. Per un´Europa che accoglie", iniziativa dei cittadini europei (Ice), uno strumento di democrazia partecipativa per chiedere alla Commissione europea un atto legislativo per decriminalizzare il reato di solidarietà, creare passaggi sicuri per i rifugiati e tutelare i diritti umani. Servono un milione di firme in 12 mesi in almeno 7 paesi membri. Welcoming Europe è co-promossa in Italia dalla FCEI con Radicali italiani, insieme a diverse associazioni e organizzazioni umanitarie.

Una #magliettarossa per #fermarelemorragia di umanità

indossiamo una maglietta rossa per un´accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà

Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c´è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d´impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Alan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l´indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l´altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l´attenzione dei soccorritori.

Muoiono, questi bambini, mentre l´Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell´immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un´accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L´Europa moderna non è questa. L´Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell´umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.

Per aderire organizzazione@libera.it


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 62


Lunedì 18 Ottobre

Dio dice: «Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai» (Salmo50, 15)
Gettate su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi (I Pietro 5, 7)

Signore, nella nostra stanchezza poni su di noi la tua mano che ridona vigore; Fà soffiare il tuo Spirito che dona vita nuova. Non lasciare che la nostra esistenza si spezzi in mille frammenti e disperda il suo senso in mille incombenze quotidiane. Con te, Signore, c’è sempre una parola nuova da imparare, una nuova speranza in cui porre fiducia. Amen
Luca Baratto

II Tessalonicesi 3, 6-13; Luca 12, 35-48























































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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