01 Agosto 2021
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«Allarga la tua tenda» L´ultima raccolta di testi di fede della Chiesa Universale

25-04-2017 10:30 - Fede e spiritualità
Ne parliamo con il pastore valdese Stefano D´Amore Marta D´Auria

È il 1985 quando in Italia viene pubblicato Quando è giorno?, primo libretto di testi liturgici, a cura del Comitato italiano per la Cevaa-Comunità di chiese in missione, offerto alle comunità per vivere nei propri culti la dimensione della Chiesa universale attraverso la voce dei credenti di ogni parte del mondo.
Lo scorso agosto è stato pubblicato l´ultimo di questi libretti dal titolo Allarga la tua tenda.
Perché la scelta di questo titolo? Lo chiediamo a Stefano D´Amore, pastore valdese e presidente del Comitato italiano per la Cevaa.
«Il titolo di ciascuna delle sei raccolte finora pubblicate prende spunto da uno dei testi scelti che viene proposto in apertura. In particolare, Allarga la tua tenda fa riferimento al testo del profeta Isaia 54, 2 che dice "Allarga il luogo della tua tenda, si spieghino i teli della tua abitazione, senza risparmio". Il testo profetico propone una bella immagine ed è un richiamo importante soprattutto in questi tempi in cui prioritari sono i temi della migrazione, dell´accoglienza, dell´incontro con la diversità, del sentirsi una casa i cui paletti necessariamente devono essere allargati, forse anche più velocemente di una volta».

- Che tipo di lavoro c´è dietro questa pubblicazione?
«Come i precedenti libretti, anche quest´ultimo nasce dal lavoro del pastore emerito Renato Coïsson che, pur non essendo più membro del Comitato italiano per la Cevaa, ha continuato con passione l´instancabile lavoro di ricerca e di traduzione di testi dal francese insieme alla moglie Marie-France Maurin. La novità di quest´ultima raccolta è l´introduzione di diverse preghiere scritte da pastori/e, predicatori/trici, membri delle chiese italiane. Altra novità sono i disegni che accompagnano i testi: sono di Matteo Mancini, disegnatore di Milano e giovane della Federazione giovanile evangelica in Italia (Fgei), che ha realizzato le illustrazioni lasciandosi ispirare da alcune delle letture».

- In che modo le chiese e i singoli credenti possono utilizzare questo strumento?
«Principalmente vengono utilizzati in ambito liturgico per la preparazione di culti sia da persone che lo fanno regolarmente sia da persone che lo fanno ogni tanto. Penso anche che siano un ottimo strumento da utilizzare nelle diverse attività ecclesiastiche: studio biblico, incontro giovanile, catechismo, incontro femminile, ecc.
Per fare un esempio, io sto usando la raccolta di testi a conclusione di ogni incontro di catechismo.
Ulteriore possibilità è anche la lettura per l´edificazione più personale. Tutte le letture sono scelte perché possano ispirare sia la preghiera personale sia quella comunitaria con un linguaggio semplice e diretto. Accanto ai libretti di raccolte di testi della fede, il Comitato della Cevaa ha anche preparato un primo (2010) e un secondo (2015) Manuale di animazione teologica, che forniscono, a chi si occupa di lavoro di gruppo e di formazione, indicazioni su come avere momenti di lettura e meditazione della Parola di Dio attraverso delle animazioni».

I libretti e i manuali sono disponibili nelle Librerie Claudiana. I Manuali sono anche scaricabili
dal sito della chiesa valdese (https://www.
chiesavaldese.org/riserv/cevaa/cevaa.php).


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Domenica 1° Agosto
A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà (Luca 12,48)

Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze (Deuteronomio 6,5)
Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo (I Giovanni 4,19)


E’ possibile amare Dio con mezzo cuore? E’ possibile provare un sentimento con solo un pezzo di cuore? Si può immaginare che il cuore sia composito. Effettivamente la tradizione rabbinica dà un suggerimento per certi versi sconcertante: si deve amare Dio sia con l isinto del bene, sia con l istinto del male. Infatti nell’uomo vi è una natura doppia, nel profondo, che lo costringere perennemente a scegliere. Ora, se è chiaro che cosa vuol dire amare Dio con la componente positiva, bisogna capire che cosa significhi amare Dio con quella negativa. Suggerisco che io pratico una forma di amore verso Dio nel momento in cui domino l’istinto del male, indirizzando verso Dio la capacità di dominare la tendenza malvagia.
Benedetto Carucci Viterbi


Matteo 13, 44-46; Filippesi 3, 4b-14; Geremia 1, 4-10









Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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