26 Agosto 2019

News

Alla riscoperta di una predicazione sociale

19-07-2013 12:11 - appunti del moderatore
Valdesi e metodisti: tra i temi delle Conferenze distrettuali, la crisi, essere chiesa insieme, diaconia Roma (NEV), 3 luglio 2013

La crisi, la testimonianza evangelica in una società sempre più impoverita materialmente e culturalmente, l´Essere chiesa insieme, la diaconia. Questi sono alcuni dei temi qualificanti trattati nelle quattro Conferenze Distrettuali delle chiese metodiste e valdesi italiane, tenutesi come ogni anno durante il mese di giugno, con lo scopo di esaminare la vita spirituale e amministrativa delle chiese sul territorio.

Di crisi e di diaconia, cioè della predicazione dell´evangelo attraverso il servizio verso l´altro e alla società, si è discusso in tutti e quattro i distretti. Nel I Distretto (Valli valdesi del Piemonte) la riflessione è partita dall´analisi del territorio caratterizzato da un impoverimento di servizi - tra i quali quelli resi dagli ospedali valdesi di Pomaretto e Torre Pellice -, la mancanza di lavoro con fenomeni di emigrazione giovanile e invecchiamento progressivo della popolazione residente. Pur nella consapevolezza dei limiti che l´azione delle chiese può avere sul tessuto economico e sociale di un territorio, la Conferenza ha invitato le chiese a "sostenere progetti che abbiano come obbiettivo la creazione di posti di lavoro e possibilità di reddito in micro imprese" anche accedendo ai fondi "Otto per mille messi a disposizione per progetti di diaconia comunitaria". Altra decisione del I Distretto è l´istituzione di una giornata della legalità.

Nel II Distretto (Nord Italia) continua ad avere grande rilievo il tema dell´essere chiesa insieme - il costituire comunità sempre più caratterizzate dalla presenza di fratelli e sorelle provenienti da altri continenti. Un percorso, quello dell´essere chiesa insieme, che le chiese hanno ormai interiorizzato e che ormai non è più visto solo come un´attività settoriale, ma si sviluppa all´interno di molte attività. Il dibattito distrettuale ha in particolare riflettuto sui diversi concetti di multiculturalità, interculturalità e transculturalità, come diversi gradi di integrazione. Particolarmente importante a questo proposito è stato giudicato il progetto del Laboratorio interculturale di formazione e accoglienza (LINFA) promosso dal progetto "Essere chiesa insieme" (ECI) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).

Il III Distretto (Centro Italia) si è concentrato sui temi dell´evangelizzazione e della copertura pastorale delle chiese. Su quest´ultimo punto la Conferenza ha insistito molto sull´importanza dei ministeri locali, della "formazione quadri" e di "una nuova articolazione del lavoro pastorale comunitario e territoriale". Ampio spazio è stato dedicato alla situazione finanziaria: il peso della crisi si sta facendo infatti sentire anche nell´ambito delle contribuzioni alle casse della chiesa.

Il IV Distretto (Sud Italia) ha prodotto un articolato documento sul nesso tra "predicazione sociale e mandato diaconale". Il testo chiede alle chiese di "definire con maggior forza e chiarezza l´impegno sociale nel Mezzogiorno d´Italia" il cui tessuto è reso più fragile dall´attuale crisi. "Non possiamo e non vogliamo - recita il documento - sottrarci al confronto con la miseria dei drammi quotidiani, nel ritorno ad una povertà odiosa perché compresa all´interno di un nuovo analfabetismo collettivo in cui i diritti sono volutamente accantonati dinanzi alla necessità del sopravvivere quotidiano". L´invito è alla riscoperta di una predicazione sociale, espressa anche dall´azione diaconale delle chiese. Sempre nella stessa ottica, la Conferenza ha auspicato la costituzione di un "Osservatorio permanente per l´educazione, l´infanzia, l´adolescenza, le povertà del Mezzogiorno".

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 101

Domenica 25 Agosto
Beata la nazione il cui Dio è il Signore; beato il popolo ch’egli ha scelto per sua eredità ( Salmo 33,12)

Il rimanente della casa di Giuda che sarà scampato, metterà ancora radici in basso e porterà frutto in alto (II Re 19,30)
Se la radice è santa, anche i rami sono santi (Romani 11,16)

Amici, se la radice del mandorlo torna a fiorire e germogliare, non è questo un segno che c’è ancora amore?
Schalom Ben-Chorin

Marco 12, 28-34; Romani 11, 25-32


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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