14 Dicembre 2019

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Aiutare i bisognosi secondo un criterio di verità

26-01-2018 08:42 - Bibbia e attualità
Non rifiutare un beneficio a chi ha diritto, quando è in tuo potere di farlo
Proverbi 3, 27

Se qualcuno possiede dei beni di questo mondo e vede suo fratello nel bisogno e non ha pietà di lui, come potrebbe l´amore di Dio essere in lui ?
I Giovanni 3, 17

Il versetto 17 di I Giovanni, che ci accingiamo a commentare, viene seguito e illuminato con queste parole: «Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità» (v. 18). Si tratta di una coda apparentemente scontata, ma lo scrittore ha pensato bene di non fare evaporare in un sentimento superficiale il concetto di pietà. Pietà per lo scrittore antico si ha quando si viene afferrati da una forte emozione da scombussolare persino i nostri intestini. Tuttavia non gli basta di accennare alle sensazioni. Ci vuole altro. Ci vogliono fatti, azioni compiute secondo verità.

Il soccorso a cui veniamo chiamati di fronte a una persona nel bisogno è quello di condividere i beni materiali di cui disponiamo. Condividerli come gesto di amore in risposta all´amore con cui Dio ci ha amati. Condividerli nella verità, senza furberie, per sottrarre quel che è dovuto alla persona bisognosa, non già in forza della nostra bontà, ma in ragione del suo bisogno.

Aiutare la persona nel bisogno in risposta all´amore di Dio, ma anche secondo un criterio di verità, è compito specifico delle persone credenti. Aiutarla secondo un criterio di verità è compito della società. La società dovrà comprendere che la persona bisognosa è titolare di diritti, a cominciare dal soddisfacimento dei diritti fondamentali. Negarglieli vuol dire voltare le spalle alla verità.

di Salvatore Rapisarda


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Sabato 14 Dicembre

Signore, tu hai fatto risalir l’anima mia dal soggiorno dei morti, tu m’hai ridato la vita perché io non scendessi nella tomba (Salmo 30, 3)
Il dono di dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore ( Romani 6, 23)

Frutto del silenzio è la preghiera. Frutto della preghiera è la fede. Frutto della fede è l’amore. Frutto dell’amore è il servire.
Madre Teresa di Calcutta

I Tessalonicesi 4, 13-18; Isaia 48, 12-22


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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