12 Agosto 2020
News

Aiutare i bisognosi secondo un criterio di verità

26-01-2018 08:42 - Bibbia e attualità
Non rifiutare un beneficio a chi ha diritto, quando è in tuo potere di farlo
Proverbi 3, 27

Se qualcuno possiede dei beni di questo mondo e vede suo fratello nel bisogno e non ha pietà di lui, come potrebbe l´amore di Dio essere in lui ?
I Giovanni 3, 17

Il versetto 17 di I Giovanni, che ci accingiamo a commentare, viene seguito e illuminato con queste parole: «Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità» (v. 18). Si tratta di una coda apparentemente scontata, ma lo scrittore ha pensato bene di non fare evaporare in un sentimento superficiale il concetto di pietà. Pietà per lo scrittore antico si ha quando si viene afferrati da una forte emozione da scombussolare persino i nostri intestini. Tuttavia non gli basta di accennare alle sensazioni. Ci vuole altro. Ci vogliono fatti, azioni compiute secondo verità.

Il soccorso a cui veniamo chiamati di fronte a una persona nel bisogno è quello di condividere i beni materiali di cui disponiamo. Condividerli come gesto di amore in risposta all´amore con cui Dio ci ha amati. Condividerli nella verità, senza furberie, per sottrarre quel che è dovuto alla persona bisognosa, non già in forza della nostra bontà, ma in ragione del suo bisogno.

Aiutare la persona nel bisogno in risposta all´amore di Dio, ma anche secondo un criterio di verità, è compito specifico delle persone credenti. Aiutarla secondo un criterio di verità è compito della società. La società dovrà comprendere che la persona bisognosa è titolare di diritti, a cominciare dal soddisfacimento dei diritti fondamentali. Negarglieli vuol dire voltare le spalle alla verità.

di Salvatore Rapisarda


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

A G O S T O
Versetto del mese:
“Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo.
Meravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene”
(Salmo 139,14)




Salmo della settimana : 141


Mercoledì 12 Agosto

Siano i tuoi occhi aperti alle suppliche del tuo servo e alle suppliche del tuo popolo Israele, per esaudirli in tutto quello che ti chiederanno. (I Re 8,52)
Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io lo farò (Giovanni 14,14)


E se per tutti i beni abbiamo molto da sospirare / quando si tratta di pregare, Egli invia forza e aiuto.
Johann Amos Comenius, Theodor Gill

I Corinzi 10, 23-31; Marco 6, 14-29




Preghiera


Signore, ti ringraziamo per il continuo
desiderio di stare con noi: Tu non sei un
Maestro lontano ma ami entrare nella
nostra quotidianità per fare cose grandi
attraverso di noi.
Ti ringraziamo perché anche se spesso
siamo inadeguati, tu ci rendi capaci di
compiere la tua volontà.
Ti chiediamo il coraggio quando ci sen-
tiamo soli e senza forze per seguirti.
Oggi, Signore, vogliamo invitarti nella
nostra vita quotidiana e lasciare che tu
ci conduca a vivere una vita meravigliosa
ed entusiasmante, guidati dal tuo amore
e dalla tua potente grazia.
Continua a rivelarti in noi attraverso la
tua Parola in ogni area della nostra vita.
Nel nome di Gesù. Amen!
di Fabio Giuliano




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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