14 Dicembre 2019

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AgendaMigrazioni. 7 Proposte ai candidati, per una politica dei diritti e della dignità

12-02-2018 09:17 - News
Presentata ieri mattina a Roma l´iniziativa ecumenica per costruire un´Italia di speranza e inclusione. Tra i promotori anche la Federazione delle chiese evangeliche in Italia

«Non si può più rimandare. Occorre rilanciare la coesione sociale e l´inclusione, affrontando le paure delle persone con mitezza e nonviolenza» ha dichiarato oggi Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della carità, tra i promotori delle "Proposte per una nuova agenda sulle migrazioni in Italia" presentate in conferenza stampa questa mattina a Roma all´Istituto Sturzo. Si tratta di un appello ai candidati e alle candidate per costruire un´Italia di speranza e inclusione. Tra i firmatari dell´agenda, anche la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), insieme fra gli altri ad ACLI, Associazione Papa Giovanni XXIII, Centro Astalli e Comunità di Sant´Egidio. Al primo punto dell´#Agendamigrazioni, la riforma della legge sulla cittadinanza.

Altri punti specifici, le nuove modalità di ingresso in Italia, la regolarizzazione su base individuale degli stranieri radicati, l´abrogazione del reato di clandestinità, l´ampliamento della rete SPRAR, la valorizzazione e diffusione delle buone pratiche e la partecipazione democratica che preveda elettorato attivo e passivo. «L´inclusione sociale è un vantaggio anche in termini economici. Servono formazione e sistemi di regolarizzazione per comprovata integrazione» sostiene Flavia Cerino, referente immigrazione del Movimento dei focolari.

Sulle nuove modalità di ingresso in Italia è intervenuta Daniela Pompei, responsabile migrazioni della Comunità di Sant´Egidio, che ha sollecitato: «Troviamo nuovi strumenti normativi e continuiamo a usare strategie già esistenti come i #corridoiumanitari realizzati insieme alla Federazione delle chiese evangeliche in Italia e alla Tavola valdese».

L´iniziativa presentata oggi vede fianco a fianco cattolici e protestanti: si tratta di una ventina di enti cristiani impegnati a 360 gradi nei servizi di buona accoglienza e cittadinanza attiva, per immaginare e costruire l´Italia del futuro. «Le risorse culturali del nostro Paese non stanno solo nel capitolo "ordine pubblico" – ha concluso Colmegna –. Vogliamo farci carico di un lavoro culturale in stretto legame con la giustizia sociale e le nostre coscienze, fa parte del nostro DNA. Così come abbiamo fatto per la raccolta firme di Ero Straniero, mettendo in campo tutte le intelligenze che abbiamo, in modo pacato e approfondito. È una densità antropologica che fa bene alla società in cui viviamo e lo vogliamo fare sollecitando anche l´Europa a fare la sua parte».

Per adesioni inviare una mail ad agendamigrazioni@gmail.com


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Venerdì 13 Dicembre

Il Signore non ripudierà il suo popolo e non abbandonerà la sua eredità ( Salmo 94, 14)
Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore (Filippesi 3, 20)

Signore ti ho cercato, ora vieni da me. Dove tu hai preso dimora c’è solo il cielo. Entra dunque nel mio cuore e fa che sia il tuo tempio.
da un inno moravo di Benjamin Schmolck

Zaccaria 2, 14-17; Isaia 46, 1-13


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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