07 Luglio 2020
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AgendaMigrazioni. 7 Proposte ai candidati, per una politica dei diritti e della dignità

12-02-2018 09:17 - News
Presentata ieri mattina a Roma l´iniziativa ecumenica per costruire un´Italia di speranza e inclusione. Tra i promotori anche la Federazione delle chiese evangeliche in Italia

«Non si può più rimandare. Occorre rilanciare la coesione sociale e l´inclusione, affrontando le paure delle persone con mitezza e nonviolenza» ha dichiarato oggi Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della carità, tra i promotori delle "Proposte per una nuova agenda sulle migrazioni in Italia" presentate in conferenza stampa questa mattina a Roma all´Istituto Sturzo. Si tratta di un appello ai candidati e alle candidate per costruire un´Italia di speranza e inclusione. Tra i firmatari dell´agenda, anche la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), insieme fra gli altri ad ACLI, Associazione Papa Giovanni XXIII, Centro Astalli e Comunità di Sant´Egidio. Al primo punto dell´#Agendamigrazioni, la riforma della legge sulla cittadinanza.

Altri punti specifici, le nuove modalità di ingresso in Italia, la regolarizzazione su base individuale degli stranieri radicati, l´abrogazione del reato di clandestinità, l´ampliamento della rete SPRAR, la valorizzazione e diffusione delle buone pratiche e la partecipazione democratica che preveda elettorato attivo e passivo. «L´inclusione sociale è un vantaggio anche in termini economici. Servono formazione e sistemi di regolarizzazione per comprovata integrazione» sostiene Flavia Cerino, referente immigrazione del Movimento dei focolari.

Sulle nuove modalità di ingresso in Italia è intervenuta Daniela Pompei, responsabile migrazioni della Comunità di Sant´Egidio, che ha sollecitato: «Troviamo nuovi strumenti normativi e continuiamo a usare strategie già esistenti come i #corridoiumanitari realizzati insieme alla Federazione delle chiese evangeliche in Italia e alla Tavola valdese».

L´iniziativa presentata oggi vede fianco a fianco cattolici e protestanti: si tratta di una ventina di enti cristiani impegnati a 360 gradi nei servizi di buona accoglienza e cittadinanza attiva, per immaginare e costruire l´Italia del futuro. «Le risorse culturali del nostro Paese non stanno solo nel capitolo "ordine pubblico" – ha concluso Colmegna –. Vogliamo farci carico di un lavoro culturale in stretto legame con la giustizia sociale e le nostre coscienze, fa parte del nostro DNA. Così come abbiamo fatto per la raccolta firme di Ero Straniero, mettendo in campo tutte le intelligenze che abbiamo, in modo pacato e approfondito. È una densità antropologica che fa bene alla società in cui viviamo e lo vogliamo fare sollecitando anche l´Europa a fare la sua parte».

Per adesioni inviare una mail ad agendamigrazioni@gmail.com


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Martedì 7 Luglio

Io, nel mio smarrimento, dicevo: «Sono respinto dalla tua presenza»; a tu hai udito la voce delle mie suppliche, quand’ho gridato a te (Salmo 31,22)
Il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. Udito che chi passava era Gesù il Nazareno, si mise a gridare e a dire: «Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!». E molti lo sgridavano perché tacesse. Gesù, fermatosi, disse: «Chiamatelo!» (Marco 10, 46-48.49)

Tu, solo e unico Dio, potente nella tua bontà, santo e ammirevole in tutte le tue iniziative! Noi veniamo ancora una volta a te, non avendo altro da chiederti che il permesso di vivere della tua grande misericordia. Ti ringraziamo perché ti degni di invitarci e ci esorti a darvi importanza. Tu non ci dimentichi: fa che non ti dimentichiamo! Tu non ti stanchi: impediscici di assopirci! Tu scegli e vuoi per ciascuno di noi ciò che è giusto e salutare: preservaci dalla nostra stessa volontà
E dalla nostra scelta! Noi deponiamo di fronte a te le preoccupazioni, i problemi, le angosce degli altri esseri umani. Ricordati di tutti quelli che qui o altrove, sono in difficoltà! Consola e conforta tutti i malati nel corpo e nell’anima, tutti i bisognosi e in particolare coloro che sono privi di amici e di soccorso umano! Vieni in aiuto ai rifugiati, agli esiliati e a quanti soffrono ingiustamente nel mondo! Concedi a tutti quelli che sperano in te di agire finché è tempo ed esaudisci quelli che hanno un cuore retto! Raddrizza il nostro cuore per poterci esaudire! Tu eri Dio da ogni eternità, lo sei e lo sarai. Noi siamo felici di poter costruire su di te e di riporre in te la nostra fiducia. Amen.
Karl Barth

II Corinzi 2, 5-11; I Re 16, 29-17,6




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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