22 Gennaio 2021
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Accoglienza. Ospitati dalla Diaconia valdese 57 profughi arrivati con i corridoi umanitari

02-06-2016 09:17 - News
"Dopo essere fuggiti dalla Siria sotto le bombe, e dopo essere stati accampati in Libano per diversi anni, piano piano stanno riacquistando una loro quotidianità nella dignità", ha dichiarato all´Agenzia NEV Massimo Gnone, responsabile per i migranti della Diaconia valdese, partner della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) nell´accoglienza e integrazione dei profughi giunti in Italia grazie ai corridoi umanitari. A un mese dal loro arrivo a Fiumicino lo scorso 3 maggio, stanno bene i 57 profughi siriani presi in carico dalla Diaconia valdese, collocati in appartamenti a Torino, Melegnano (MI) e Reggello (FI).

Alcuni dei bambini sono arrivati con patologie gravi, motivo per il quale avevano ottenuto insieme ai genitori il "visto umanitario" emesso dal consolato italiano di Beirut. Gnone assicura che sono sotto osservazione presso presidi ospedalieri specializzati e in alcuni casi stanno facendo un percorso di terapie, il tutto agevolato dalla presenza di mediatori culturali, che hanno un ruolo di primissima importanza. Tutti sono iscritti al Servizio sanitario nazionale e tutti frequentano quotidianamente le lezioni di lingua italiana, e sono seguiti dagli operatori della Diaconia valdese nelle procedure per l´ottenimento dell´asilo. "Lo shock culturale all´inizio c´è, è inevitabile, soprattutto chi proviene dalla borghesia cittadina siriana fa più fatica di altri ad adattarsi a una situazione certo dignitosa, ma modesta. Intanto, le nostre equipe specializzate stanno facendo di tutto per accompagnare il loro processo di integrazione, che permetterà loro di acquisire quell´autonomia indispensabile per muoversi nella società italiana", dice Gnone. Per permettere ai bambini di integrarsi al più presto, sono stati iscritti ai centri estivi per ragazzi: l´augurio è che con questa esperienza di socializzazione, potranno iniziare al meglio il nuovo anno scolastico.

Ma la cittadinanza, come ha reagito all´arrivo delle famiglie siriane? A questo proposito Gnone rileva come la Diaconia valdese abbia avuto espressioni di solidarietà anche del tutto inattese: "A Torino, per esempio, in modo spontaneo e indipendentemente da noi, via Facebook c´è chi ha organizzato una raccolta di vestiti, giocattoli, passeggini. Molto interesse ai corridoi umanitari è arrivato anche dalle istituzioni locali e dalle associazioni sul territorio. Non c´è dubbio che questo progetto attiva energie positive anche aldilà di chi lo sta promuovendo. Quel che stiamo sperimentando è che la solidarietà è contagiosa!", conclude Gnone.

I corridoi umanitari (CU) costituiscono una "buona pratica" condivisa dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), dalla Tavola valdese e dalla Comunità di Sant´Egidio tesa a garantire un visto per l´accesso legale e sicuro in Italia di migranti in condizioni di vulnerabilità concentrati in Libano, Marocco, Etiopia. Questa buona pratica, che si spera di duplicare in altri paesi europei, è stata resa possibile da un protocollo d´intesa sottoscritto dagli Enti proponenti e dai Ministeri dell´Interno e degli Affari Esteri nello scorso dicembre.

Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO E INA PAROLA
2021
VERSETTO DELL'ANNO
" Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro "
Luca ( 6 36 )

GENNAIO

Versetto del mese :
Molti van dicendo : " chi ci farà vedere il bene, se da noi , Signore, è fuggita la luce del tuo volto?"
Salmo ( 4 , 6

Salmo della settimana : 40

Giovedì 21 Gennaio


Dio il Signore formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l’uomo divenne un’anima vivente (Genesi 2, 7)
Giovanni scrive a Gaio: «Carissimo, io prego che in ogni cosa tu prosperi e goda buona salute, come prospera l’anima tua» (III Giovanni 2)

Cercate di comprendere quali siano le risposte di Dio alle vostre domande. Credete forse che egli non parli perché non ne udiamo la voce? Quando è il cuore che prega, Egli risponde.
Teresa d’Avila

Atti degli apostoli 15, 22-31; Luca 6, 12-16




Preghiera


Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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