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Abusi sessuali. Il Papa: ora tolleranza zero e nessuna grazia per i colpevoli

22-09-2017 08:43 - News
Il discorso alla Pontificia Commissione per la tutela dei minori. «Forse l´antica pratica di non fare fronte al problema, ha addormentato un po´ le coscienze»
«Desidero condividere con voi il profondo dolore che sento nell´anima per la situazione dei bambini abusati, come ho avuto occasione di fare recentemente in varie occasioni. Lo scandalo e l´abuso sessuale è veramente una rovina terribile per tutta l´umanità, che tocca tanti bambini, giovani e adulti vulnerabili in tutti i paesi e in tutte le società».

Così il Papa ha detto stamattina nel discorso ai membri della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, presieduta dal cardinale Sean O´Malley.

«Anche per la chiesa è stata un´esperienza molto dolorosa - ha continuato Francesco - proviamo vergogna per gli abusi commessi da ministri consacrati, che dovrebbero essere le persone più degne di fiducia. Però abbiamo anche sperimentato una chiamata, che siamo sicuri provenire direttamente da nostro Signore Gesù Cristo: accogliere la missione del Vangelo per la protezione di tutti i minori e gli adulti vulnerabili».

«Permettetemi di dire con tutta chiarezza - sono state le parole di Bergoglio - che l´abuso sessuale è un peccato orribile, radicalmente opposto e in contraddizione con ciò che Cristo e la Chiesa insegnano. Qui a Roma ho avuto il privilegio di ascoltare le storie che vittime e sopravvissuti da abusi sessuali hanno voluto condividere. In questi incontri hanno raccontato apertamente gli effetti che gli abusi hanno provocato nelle loro vite e in quelle delle loro famiglie. So che anche voi avete avuto la benedetta occasione di partecipare a riunioni di questo tipo e che continuate rafforzare il vostro impegno personale per fare tutto il possibile per combattere questo male e eliminare questa rovina dal nostro mondo».

«Applicazione delle misure più ferme»
«Per questo ribadisco una volta di più che la Chiesa, a tutti i suoi livelli, risponderà con l´applicazione delle misure più ferme nei confronti di tutti coloro che hanno tradito la loro chiamata e hanno abusato dei figli di Dio. Le misure disciplinari che le Chiese particolari hanno adottato devono applicarsi a tutti coloro che lavorano nelle istituzioni ecclesiali. Tuttavia, la prima responsabilità e dei vescovi, dei sacerdoti e dei religiosi, di coloro che hanno ricevuto dal Signore la vocazione a offrire le proprie vite per il servizio, inclusa la vigilante protezione di tutti i bambini, giovani e adulti vulnerabili. Per questa ragione la Chiesa, irrevocabilmente e a tutti i livelli, vuole applicare contro l´abuso sessuale dei minori il principio della tolleranza zero».

«La coscienza della Chiesa è arrivata un po´ tardi» ha aggiunto il Pontefice a braccio, «quando la coscienza arriva tardi, i mezzi per risolvere il problema arrivano tardi». «Io sono consapevole di questa difficoltà ma è la realtà e lo dico così: Siamo arrivati in ritardo!». E «forse l´antica pratica di spostare la gente, di non fare fronte al problema, ha addormentato un po´ le coscienze».

Il caso di Crema
Sul tema delle richieste di grazia da parte di sacerdoti o religiosi colpevoli di abusi, il Papa ha citato «un solo caso» in cui ha messo la sua firma: «C´erano due sentenze, era l´inizio: un sacerdote della diocesi di Crema. La sentenza del vescovo era buona, prudente, toglieva tutti i ministeri ma non lo stato clericale. Io ero nuovo, non capivo bene queste cose, e davanti alle due ho scelto la più benevola, ma dopo due anni lui è ricaduto: è stata l´unica volta che l´ho fatto, non lo farò mai più».



Fonte: Avvenire.it
UN GIORNO UNA PAROLA
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A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Lunedì 2 Agosto

Non abbiate paura, state fermi e vedrete la salvezza che il Signore compirà oggi pere voi (Esodo 14,13)
Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è colui che ha fatto le promesse (Ebrei 10,23)

Solleva sopra di noi, amato Signore, la luce della tua parola e mantienila alta, cosicchè brilli nei nostri cuori più alta e più forte quando tutte le tentazioni del diavolo, della morte e del peccato cercano di farci cadere nella disperazione, nello scoraggiamento e nella paura e tutto può diventare una sciagura Poichè, se tu non lo farai, allora il diavolo diventerà più forte e ci ottenebrerà e oscurerà la dolce e incipiente luce della tua parola e ci getterà in una tale disperazione che le cose per noi si metteranno peggio che mai. O Dio, rivolgi a noi il tuo volto e mantieni con forza nei nostri cuori la luce della tua valorosa parola contro l omicida, il mentitore, il diavolo, il quale vuole opprimere e soffocare in noi con l omicidio e la dottrina menzognera la medesima parola. Amen
Martin Lutero


I Re 3, 16-28; Atti degli apostoli 27, 13-44









Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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