21 Agosto 2019

News
percorso: Home > News > News

Abusi sessuali. Il Papa: ora tolleranza zero e nessuna grazia per i colpevoli

22-09-2017 08:43 - News
Il discorso alla Pontificia Commissione per la tutela dei minori. «Forse l´antica pratica di non fare fronte al problema, ha addormentato un po´ le coscienze»
«Desidero condividere con voi il profondo dolore che sento nell´anima per la situazione dei bambini abusati, come ho avuto occasione di fare recentemente in varie occasioni. Lo scandalo e l´abuso sessuale è veramente una rovina terribile per tutta l´umanità, che tocca tanti bambini, giovani e adulti vulnerabili in tutti i paesi e in tutte le società».

Così il Papa ha detto stamattina nel discorso ai membri della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, presieduta dal cardinale Sean O´Malley.

«Anche per la chiesa è stata un´esperienza molto dolorosa - ha continuato Francesco - proviamo vergogna per gli abusi commessi da ministri consacrati, che dovrebbero essere le persone più degne di fiducia. Però abbiamo anche sperimentato una chiamata, che siamo sicuri provenire direttamente da nostro Signore Gesù Cristo: accogliere la missione del Vangelo per la protezione di tutti i minori e gli adulti vulnerabili».

«Permettetemi di dire con tutta chiarezza - sono state le parole di Bergoglio - che l´abuso sessuale è un peccato orribile, radicalmente opposto e in contraddizione con ciò che Cristo e la Chiesa insegnano. Qui a Roma ho avuto il privilegio di ascoltare le storie che vittime e sopravvissuti da abusi sessuali hanno voluto condividere. In questi incontri hanno raccontato apertamente gli effetti che gli abusi hanno provocato nelle loro vite e in quelle delle loro famiglie. So che anche voi avete avuto la benedetta occasione di partecipare a riunioni di questo tipo e che continuate rafforzare il vostro impegno personale per fare tutto il possibile per combattere questo male e eliminare questa rovina dal nostro mondo».

«Applicazione delle misure più ferme»
«Per questo ribadisco una volta di più che la Chiesa, a tutti i suoi livelli, risponderà con l´applicazione delle misure più ferme nei confronti di tutti coloro che hanno tradito la loro chiamata e hanno abusato dei figli di Dio. Le misure disciplinari che le Chiese particolari hanno adottato devono applicarsi a tutti coloro che lavorano nelle istituzioni ecclesiali. Tuttavia, la prima responsabilità e dei vescovi, dei sacerdoti e dei religiosi, di coloro che hanno ricevuto dal Signore la vocazione a offrire le proprie vite per il servizio, inclusa la vigilante protezione di tutti i bambini, giovani e adulti vulnerabili. Per questa ragione la Chiesa, irrevocabilmente e a tutti i livelli, vuole applicare contro l´abuso sessuale dei minori il principio della tolleranza zero».

«La coscienza della Chiesa è arrivata un po´ tardi» ha aggiunto il Pontefice a braccio, «quando la coscienza arriva tardi, i mezzi per risolvere il problema arrivano tardi». «Io sono consapevole di questa difficoltà ma è la realtà e lo dico così: Siamo arrivati in ritardo!». E «forse l´antica pratica di spostare la gente, di non fare fronte al problema, ha addormentato un po´ le coscienze».

Il caso di Crema
Sul tema delle richieste di grazia da parte di sacerdoti o religiosi colpevoli di abusi, il Papa ha citato «un solo caso» in cui ha messo la sua firma: «C´erano due sentenze, era l´inizio: un sacerdote della diocesi di Crema. La sentenza del vescovo era buona, prudente, toglieva tutti i ministeri ma non lo stato clericale. Io ero nuovo, non capivo bene queste cose, e davanti alle due ho scelto la più benevola, ma dopo due anni lui è ricaduto: è stata l´unica volta che l´ho fatto, non lo farò mai più».



Fonte: Avvenire.it

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Mercoledì 21 Agosto

Io sopporterò lo sdegno del Signore, perché ho peccato contro di lui (Michea 7, 9)
Umiliatevi davanti al Signore,ed egli v’innalzerà (Giacomo 4, 10)

Siamo solo dei servi, Signore, dei servi inutili, cioè senza un utile, un interesse, un secondo fine nel servizio che la vita ci chiede di compiere. Facciamo il nostro dovere verso le persone e la comunità, per amore tuo e dei fratelli, per seguire il tuo esempio ed essere fedeli al compito che ci hai affidato. Aiutaci, Signore, a rimanere – con gioia e verità – servi inutili per il potere, ma preziosi per te e per il tuo regno. Amen.
Sergio Carrarini
I Corinzi 10, 23-31; Matteo 10, 34-42



Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it