02 Ottobre 2020
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AMORE PER L´ALTRO (I CORINZI 13, 4-7)

22-05-2016 08:58 - Bibbia e attualità
"Che cos´è l´amore?" questa la domanda che i ragazzi della scuola d´italiano per stranieri nella nostra chiesa hanno posto più e più volte. Prima a se stessi, poi anche ad altri. I ragazzi si sono muniti di un microfono e sono andati in giro per le piazze di Milano. Per trovare delle persone disponibili a farsi intervistare, hanno spiegato che stavano girando un film come progetto della loro scuola, un film su un tema scelto da loro. "Che cos´ è l´amore?" Ho avuto occasione di ascoltare le prime risposte registrate. Alcune romantiche, altre persino poetiche. C´è chi ha evidenziato, come prima cosa, la mancanza di amore, c´è chi ha affermato che l´amore è tutta chimica.
"Che cos´è l´amore?"
Anche la Bibbia dice la sua. Le lettere di Giovanni affermano che Dio è amore. Altri tentativi biblici di rispondere a questa domanda, parlano più del lato umano della questione.
Uno dei protagonisti delle prime comunità cristiane, l´apostolo Paolo, dedica un intero capitolo di una delle sue lettere all´amore cercando di definire che cosa succede quando si ama.
Ecco i versetti centrali del suo discorso sull´amore contenuto nel tredicesimo capitolo della prima epistola ai Corinzi:

L´amore è paziente, è benevolo; l´amore non invidia; l´amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s´inasprisce, non addebita il male, non gode dell´ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.

Che cosa vuol dire che Paolo cerchi di definire ciò che vuol dire amare, elencando molte negazioni?
Significa che amare vuol dire, prima di tutto, non fare tante cose.
Ma questo, non è troppo poco? Amare non vuol dire anzitutto fare?
No, amare significa anzitutto non fare certe cose.
L´amore, così ci ricorda Paolo, è anche e prima di tutto controllo di sé.
Sì, il controllo di sé, il sapersi disciplinare rinunciando a fare certe cose. Rinunciando, ad esempio, a essere invidiosi, rinunciando a vantarsi davanti agli altri, a cedere alla collera, a essere ingiusti, a ingannare. Tutte queste rinunce sono segni concreti del mio amore per l´altro, per l´altra, perché sono espressioni del mio rispetto e della mia stima per lei o per lui.
Riuscire a controllare se stessi, riuscire a non fare tutto ciò che può fare male all´altro, tutto ciò che può ferirlo o peggio ancora, umiliarlo, non è, infatti, poco, anzi, sarebbe già tantissimo!

La seconda indicazione su ciò che significa amare, viene dall´elenco che fa Paolo in positivo: "l´amore è paziente, è benevolo", "gioisce con la verità, soffre ogni cosa, crede ogni cosa, sopporta ogni cosa."
Mi colpisce la grande varietà di queste affermazioni.
L´amore si può manifestare in tante azioni, in tanti atteggiamenti diversi.
L´amore gioisce, l´amore soffre, l´amore crede, l´amore spera. L´amore è paziente. L´amore è benigno.
L´amore ha mille espressioni diverse. L´amore non assume sempre lo stesso atteggiamento, ma cambia comportamento, cambia nome a seconda della situazione nella quale viene richiesto.
Dove c´è solitudine, l´amore si chiamerà compagnia, dove c´è fame, l´amore si chiamerà pane, dove c´è litigio, l´amore si chiamerà rappacificazione, dove c´è menzogna, l´amore si chiamerà verità, dove c´è indifferenza, l´amore si chiamerà interessamento ed ascolto. Dove c´è oppressione e violenza, l´amore si chiamerà resistenza e, a questo punto, ne sono convinta, smette di sopportare tutto!
Amare, allora, significa anche imparare i vari atteggiamenti, i vari nomi dell´amore e applicarli nel momento giusto e nel modo giusto.
Quest´ultima affermazione ci porta ancora a una terza indicazione su ciò che significa amare.
Il vero contenuto dell´amore, non lo possiamo decidere noi, ma ce lo deve dire l´altro che ha bisogno di amore. L´altro, l´altra, che ne ha bisogno, mi deve dire quale espressione deve assumere il mio amore per amare veramente. Ed è anche solo lei o lui che mi potrà dire se amo oppure no!
"Che cos´ è l´amore?" Mentre continuamo a porrci la domanda, spero che avremo delle belle occasioni per sperimentarlo. I ragazzi della scuola d´italiano, te e me. Per amare ed essere amati.

Fonte: Voce Evangelica.ch
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

O T T O B R E
Versetto del mese:
“Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare,
e pregate il Signore per essa;
poiché dal bene di questa dipende l vostro bene”
(Geremia 29,7)


Salmo della settimana : 125



Giovedì 1° Ottobre

Poiché il tuo cuore è stato toccato, poiché ti sei umiliato davanti a Dio, anch’io ti ho ascoltato, dice il Signore (II Cronache 34,27)
Paolo scrive:«Io sono il minimo degli apostoli, e non sono degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono» (I Corinzi 15,9-10)

Ti prego di venire nel mio cuore, perché ispirandolo a desiderarti tu lo rendi pronto a riceverti.
Agostino di Ippona


Esodo 23, 20-27; II Corinzi 12, 1-10





Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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