01 Marzo 2021
News
percorso: Home > News > News

ALBERT SCHWEITZER († 4 settembre 1965)

04-09-2015 11:45 - News
Teologo-filosofo, storico, musicologo, premio Nobel per la pace, missionario e «medico della giungla»





Alla domanda se sono pessimista oppure ottimista, rispondo che la mia conoscenza è pessimista, mentre la mia volontà e la mia speranza sono ottimiste.



Sono pessimista in quanto vivo in tutta la sua pesantezza il nonsenso degli avvenimenti che succedono nel mondo. Soltanto in rarissimi momenti sono stato veramente contento della mia esistenza. Non potevo far altro che condividere tutto il dolore che vedevo intorno a me, non solo il dolore degli esseri umani, ma anche quello del creato. Non ho mai tentato di sottrarmi a questa com-passione. Mi sembrava ovvio che tutti dovessimo portare insieme il peso del dolore che c'è nel mondo. Già quando studiavo al ginnasio era chiaro per me che nessuna spiegazione del male presente nel mondo avrebbe potuto soddisfarmi, e che tutte le spiegazioni sfociano in sofisticherie ed in fondo non hanno altro scopo che distogliere l'essere umano da una viva condivisione della povertà presente nel mondo. [...]



Sono pessimista anche nel mio giudizio sulla situazione in cui si trova oggi l'umanità. Non posso dire a me stesso che la situazione non è così negativa come sembra, ma sono consapevole che, se continuiamo per la strada che abbiamo imboccato, ci troveremo in un nuovo tipo di Medioevo. Mi sta davanti agli occhi, in tutta la sua gravità, la miseria spirituale e materiale alla quale la nostra umanità va incontro rinunciando al pensiero e agli ideali ad esso legati.



Ma ciò nonostante rimango ottimista. Ho conservato la fede nella verità, come fede semplice dell'infanzia, che non si può perdere. Ho fiducia che lo spirito che proviene dalla verità sia più forte del potere degli eventi. Secondo la mia visione delle cose, non esiste altro destino per l'umanità se non quello che essa stessa si prepara mediante la propria disposizione mentale. Perciò io non credo che l'umanità debba percorrere sino in fondo il viale del tramonto. [Lambaréné, 7 marzo 1931]



(in RISPETTO PER LA VITA - Gli scritti più importanti nell'arco di un cinquantennio raccolti da Hans Walter Bähr; traduzione di Giuliana Gandolfo [Claudiana 1994])
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A R Z O
Versetto del mese:
Gesù rispose: «Vi dico che se costoro tacciono, le pietre grideranno
(Luca 19: 40)

Salmo della settimana: 10



Lunedì 1° Marzo

Giacobbe disse a Giuseppe: «Va a vedere se i tuoi fratelli stanno bene e se tutto procede bene con il gregge» (Genesi 37, 14)
Cercate ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri (Filippesi 2,4)

La responsabilità è, nel legame con Dio e con il prossimo, l’unica libertà concessa all’umanità.
Dietrich Bonhoeffer


Genesi 37, 3-36; Luca 11, 29-31




Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Eventi
[<<] [Marzo 2021] [>>]
LMMGVSD
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031    
Foto gallery

Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it