27 Gennaio 2021
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A LUCCA UN CENTRO ECUMENICO INTITOLATO AD AGRESTI E MASELLI

24-01-2018 22:37 - Ecumenismo
A Lucca sta per nascere il «Centro Ecumenico Agresti-Maselli», un luogo di dialogo e di pace che arricchirà la città. La notizia viene confermata al termine della Settimana di Preghiera per l´unità dei cristiani. L´intitolazione a due figure molto importanti per la società lucchese è qualcosa che radica questo Centro all´insegna di un´amicizia: quella cioè tra l´arcivescovo Giuliano Agresti (1921- 1990) e il pastore valdese Domenico Maselli (1933-2016) che per primi, insieme, iniziarono un cammino ecumenico anche a Lucca. Ancora non ci sono dettagli su quando questo Centro Ecumenico verrà inaugurato. Al momento è dato sapere che avrà un suo statuto e suoi organi, ma anche che oltre a favorire il dialogo e la relazione fraterna tra cristiani appartenenti a diverse Chiese, sarà un luogo d´incontro anche tra membri di diverse religioni, tra credenti e non credenti, tra popoli. Tra i sostenitori di questo Centro vi saranno anche il Comune di Lucca e la Provincia di Lucca. Prende quindi sempre più corpo l´intuizione del pastore Domenico Maselli che, come noto, desiderava risvegliare nella città di Lucca l´afflato internazionale ereditato dalla sua storia, dal rapporto e dal dialogo con le città dell´Europa e del mondo, con particolare ricordo della stretta relazione intercorsa tra Lucca e Ginevra dell´inizio del Seicento. Un´intuizione dunque che, divenuta speranza coltivata per quasi due anni, ora sta diventando finalmente realtà.



Fonte: ToscanaOggi - Lucca7
UN GIORNO E INA PAROLA
2021
VERSETTO DELL'ANNO
" Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro "
Luca ( 6 36 )

GENNAIO

Versetto del mese :
Molti van dicendo : " chi ci farà vedere il bene, se da noi , Signore, è fuggita la luce del tuo volto?"
Salmo ( 4 , 6

Salmo della settimana : 16

Martedì 26 Gennaio

«La mia parola non è forse come un fuoco», dice il Signore, «e come un martello che spezza il sasso?» (Geremia 23, 29)
Io sono venuto ad accendere un fuoco sulla terra; e che mi resta da desiderare, se già è acceso? (Luca 12, 49)

Il cammino interiore è simile al lavoro che una volta facevano gli uomini per accendere il fuoco. Si batta e si ribatte una pietra contro l’altra, senza stancarsi finché scocca la scintilla. Per nascere, il fuoco ha bisogno del legno ma per divampare deve aspettare il vento. Cerca dunque sempre il fuoco nella tua vita, attendi il vento, perché senza fuoco e senza vento i nostri giorni non sono molto diversi da una mediocre prigionia.

Susanna Tamaro


Romani 15, 7-13; Luca 6, 43-46





Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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