12 Dicembre 2019

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A Guardia Piemontese il titolo di «Città Europea della Riforma»

29-11-2016 10:50 - appunti del moderatore
Guardia Piemontese, piccolo comune della Calabria in provincia di Cosenza, si è aggiudicato il titolo di "Città europea della Riforma" da parte della Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE - l´organismo meglio conosciuto come Concordia di Leuenberg). Tale titolo viene attribuito a paesi e città che hanno legami con la storia della Riforma e che vanno a costituire una vera e propria rete europea. Il progetto, nato su iniziativa della CCPE nell´ambito del cinquecentesimo anniversario della Riforma protestante, mira a mettere in luce la dimensione europea della Riforma e il ruolo chiave che molte città hanno giocato in questo senso. Ciò che si auspica è un´interazione tra queste città e le loro istituzioni al fine di suggerire idee e pianificare iniziative comuni.

Il segretario generale della CCPE, Michael Buenker, ha comunicato al sindaco di Guardia Piemontese, Vincenzo Rocchetti, la notizia con le seguenti parole: "Il vostro paese vanta legami particolari con la storia dei Valdesi. Nel XIII secolo i Valdesi del Piemonte ripararono presso di voi. Il termine "Piemontese" si riferisce proprio a questa fetta di storia. Durante il XVI secolo i valdesi si unirono alla Riforma e da quel momento uscirono dalla clandestinità per professare la loro fede liberamente. Il risultato fu che molti di essi vennero perseguitati, torturati e uccisi dall´Inquisizione. Un ricordo di queste persone è reso possibile grazie al museo valdese di Guardia Piemontese e alle attività culturali che la città porta avanti con la locale chiesa valdese". Il progetto della CCPE annovera in tutto 75 città o paesi distribuiti in 15 nazioni. In Italia, oltre a Guardia Piemontese, anche Venezia si è aggiudicata il titolo di "Città europea della Riforma".

Maggiori informazioni si trovano sul sito www.reformation-cities.org

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Giovedì 12 Dicembre

Bada ai tuoi passi quando vai alla casa di Dio e avvicinati per ascoltare (Ecclesiaste 5,1)
Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole (Matteo 6, 7)

Fa’ che la tua bocca sia in silenzio, allora parlerà il tuo cuore. Sia in silenzio il tuo cuore, allora parlerà Dio.
Dalla Chiesa Copta

II Corinzi 5, 1-10; Isaia 45, 18-25


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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