29 Settembre 2020
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501, e adesso?

18-04-2018 11:55 - Ecumenismo
Dopo l´abbuffata legata all´anniversario della Riforma protestante, l´annuale sinodo della Chiesa luterana in Italia si interroga sulle nuove sfide

La Chiesa Evangelica Luterana in Italia (Celi), che riunisce le comunità luterane dell´intera penisola, annuncia che da sabato 28 aprile a martedì 1° maggio si svolgerà a Roma, presso l´Hotel Villa Aurelia in Via Leone XIII 459, l´assemblea annuale del Sinodo, l´organo sovrano che dibatte e delibera su tutte le materie della vita ecclesiale.

L´edizione 2018 sarà fortemente caratterizzata dall´elezione dei nuovi Decani della Celi che si svolgerà la sera del 30 aprile: il Decano – affiancato dal Vicedecano – è il capo spirituale della Chiesa e, quale Presidente del Concistoro, ne guida anche il suo governo con un mandato di 4 anni. Diversamente da quanto avviene in altre confessioni cristiane, infatti, i vertici della Chiesa sono cariche a carattere temporaneo, eventualmente rinnovabili per una volta sola.

Ma l´Assemblea di Roma sarà importante anche perché rifletterà sul futuro della Celi all´indomani dell´intenso anno di celebrazioni in occasione del quinto centenario della Riforma di Lutero: un compito sintetizzato dal titolo dell´edizione 2018 e cioè "Quo vadis, Celi? – 501°, e adesso?".

In particolare, su proposta dalla Commissione Strategia del Sinodo, i delegati – attraverso quattro gruppi di lavoro – s´impegneranno per formulare un consenso conciso su: 1) I punti forti che contraddistinguono la Celi; 2) Le priorità su cui puntare; 3) Fundraising: come riuscirci al meglio; 4) Internet: come presentarsi al meglio.

«Ogni edizione del Sinodo costituisce un significativo e gioioso momento d´incontro e confronto per noi luterani. E quest´anno sarà ancora più rilevante ed emozionante perché, in un certo senso, rappresenterà un nuovo punto di partenza per la Celi. Ci sarà l´elezione dei Decani, fondamentale per il percorso della nostra Chiesa nel prossimo quadriennio. Ma non solo. Dai Sinodali è emersa infatti la volontà di interrogarsi costruttivamente nel corso di quest´assemblea, agendo per il futuro senza adagiarsi sulla visibilità e la considerazione che il luteranesimo ha indubbiamente guadagnato nella società italiana nell´anno delle celebrazioni della Riforma», dichiara Georg Schedereit, Presidente del Sinodo che guiderà l´Assemblea insieme al Vicepresidente Wolfgang Prader.

Anche quest´anno ampio spazio sarà destinato alle relazioni sulle numerose iniziative che i luterani promuovono in Italia o a cui partecipano concretamente, soprattutto in ambito etico e sociale: in particolare, ai tanti progetti di solidarietà – ad esempio, per bambini, donne vittime di abusi, malati, migranti e rifugiati, terremotati, poveri e carcerati – coordinati da Daniela Barbuscia, Responsabile della Diaconia della Celi, o realizzati direttamente dalle singole comunità sul territorio.

L´Assemblea sinodale si concluderà con un Culto – celebrato la mattina di martedì 1° maggio presso la Christuskirche di via Sicilia 70 – nel corso del quale s´insedieranno i nuovi Decani e durante il quale si omaggerà il pastore Paolo Poggioli che dopo 25 anni di guida della comunità luterana di Torre Annunziata si congederà dalla Celi avendo raggiunto l´età pensionabile.


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 125


Lunedì 28 Settembre

Ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli anni dei quali dirai: «Io non ci ho più alcun piacere» (Ecclesiaste 12,3)
Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe», Natanaele gli disse: «Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?» Filippo gli rispose: «Vieni a vedere» (Giovanni 1,45-46)

O Dio, Creatore e Signore dell’universo, anima del mondo e fonte della vita, ti lodiamo e ti ringraziamo per tutto ciò che esiste. Tutto è un segno della tua grandezza, della tua potenza, di una genialità che l’uomo può solo completare stupito. Veramente, Signore, tutto è molto bello e noi ci sentiamo avvolti nel mistero infinito della tua presenza.
Sergio Carrarini

Romani 6, 16-23; II Corinzi 10, 12-18




Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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