24 Novembre 2020
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500° anniversario della riforma protestante - Festa delle chiese della Toscana

24-01-2017 10:08 - News
(ACEBT, X CIRCUITO DELLE CHIESE VALDESI E METODISTE, CHIESA APOSTOLICA ITALIANA, CHIESA EVANGELICA LUTERANA IN ITALIA, ESERCITO DELLA SALVEZZA, CHIESA RIFORMATA SVIZZERA, CHIESA DEI FRATELLI, CHIESA AVVENTISTA)

Su proposta del Circuito delle chiese valdesi e metodiste e dell´Associazione delle chiese battiste della Toscana, domenica 21 maggio, presso la casa di riposo del Gignoro, a Firenze, in via del Gignoro 40, si svolgerà una festa a cui hanno aderito tutte le altre comunità in oggetto.

Alla festa sono invitati tutti i membri delle chiese che hanno aderito.

Inizierà alle ore 10 e terminerà presumibilmente alle ore 18.

Il culto con santa cena si terrà alle ore 10.30 e sarà presieduto dal presidente della FCEI Luca Negro. Alle ore 13 avrà inizio il pranzo comunitario.

Alle ore 16 circa si terrà un dibattito sul tema (titolo provvisorio) "dalle chiese della Riforma un messaggio verso la riconciliazione e la solidarietà".
Ogni comunità potrà raccontarsi e proporre percorsi.
Ampio spazio verrà dato agli operatori che stanno lavorando nel nostro territorio sull´accoglienza e sull´integrazione dei profughi e rifugiati.

Durante tutta la festa saranno aperti alcuni stand:
1. della Casa Editrice Claudiana
2. della DVF dove verranno illustrati i principali progetti di accoglienza
3. di eventuali altri progetti locali che dovranno essere segnalati da subito
4. un ampio stand gastronomico

Mostre
Sono previste due video installazioni una sui luoghi della Riforma e una sull´arte della Riforma,( da Cranach a Paschetto)

Nell´ampio giardino del Gignoro vi è lo spazio per poter allestire alcune mostre, le comunità dovranno segnalare se ne hanno bisogno. I temi spaziano da quelli della Riforma a quelli dei progetti di solidarietà.

Musica e canto

Ampio spazio verrà dato alle esperienze musicali, in particolari ai cori che sono presenti in molte comunità.
Sarà impegno delle comunità di informarci adeguatamente circa la loro partecipazione all´iniziativa, per poter attrezzare gli spazi e la loro parteciazione al culto.

Scuole domenicali e catechismo

Nella festa vi saranno alcuni momenti di animazione organizzati dalle monitrici e dai monitori delle chiese valdesi e battiste di Firenze che sulla scorta di iniziative simili proporranno un programma comune per tutte le comunità da iniziare da questo mese.

Per l´organizzazione del pranzo comunitario la Casa di Riposo preparerà, tramite la Cooperativa che ha in esclusiva la gestione della cucina del Gignoro, una pasta con sugo vegetariano e una grande insalata.
Tutte le comunità saranno tenute a portare e condividere secondi, altri contorni, dolci ecc. ecc.
Comunque tutto questo servizio e più in generale l´iniziativa avrà un costo, pensiamo di poter recuperare le spese tramite il pagamento del pranzo e la vendita di prodotti dello stand gastronomico.
Ricordiamoci che una delle finalità dell´iniziativa è di dare una mano ai progetti di solidarietà che le chiese e la Federazione conducono nel nostro ambito territoriale.

Nota molto importante:
Le comunità dovranno fin da subito segnalare quanto richiesto in questa prima lettera circolare e mettersi in moto per comunicare entro il 1° Maggio il numero di persone che parteciperanno.

I numeri di telefono e le e mail a cui far riferimento sono i seguenti:
David Buttitta 3489176792, ignazio.buttitta@alice.it
Gabriella Rustici 3389090058




UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126


Martedì 24 Novembre

Tutte le estremità della terra hanno visto la salvezza del nostro Dio (Salmo 98,3)
Si prende forse la lampada per metterla sotto il vaso o sotto il letto? Non la si prende invece per metterla sul candeliere? (Marco 4,21)

Quando calano i raggi del sole, per portare luce a paesi lontani, là viene annunciata la tua misericordia, e la lode a te risuona mille volte. Perché, come la mattina va senza sosta per la terra a portare luce, così una preghiera ininterrotta in molteplici forme si schiude e risplende.
Raymund Weber



I Pietro, 13-21: II Pietro 2, 12-22


Seguire Gesù,
ascoltando la sua voce

commento a Marco 6, 34
"Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose"


Il versetto ci introduce al racconto della moltiplicazione dei pani. È evidente che Marco vuole sottolineare due cose. Da una parte le molte persone, gregge disgregato (mi si scusi il bisticcio!), pecore disorientate, senza meta né scopo. Non c è un pastore, non ci sono punti di riferimento. Dall altra Gesù, solo, che ne ha compassione. Il verbo che esprime questo stato d’animo significa alla lettera “sentirsi muovere le viscere”. Diremmo “sentire stringere il cuore”.
Quante volte la Bibbia – che risale a tempi in cui l’agricoltura e la pastorizia erano al centro della vita – paragona Dio ad un pastore premuroso e attento e Israele ad un gregge più o meno obbediente ai suoi richiami. Ci vengono in mente il Salmo 23 e le immagini del Vangelo di Giovanni dove Gesù dice: Io sono il buon pastore.
Gesù ci invita a seguirlo ascoltando la sua voce. E nel racconto che segue, non solo “insegna molte cose”, ma sa nutrire materialmente. Questo nutrimento passa attraverso i suoi discepoli, che pur esitanti, riescono a trovare del cibo, a portarlo a Gesù che, con le sue parole, le sue richieste, i suoi inviti, coinvolge la folla e fa sì che tutti siano saziati.
Molti si son posti e si pongono tuttora come capi, guide, arringatori di folle, risolutori dei problemi dell’umanità. Si sentono pastori, ma – dice Gesù – sono estranei, mercenari, ladri, briganti. Non sono interessati alle persone, non gli si stringe il cuore, amano solo il potere.
Quanti milioni di pecore senza pastore, oggi! I clandestini che si accalcano sulle nostre spiagge per sfuggire alla fame, i profughi che per non morire sotto le bombe finiscono intruppati in campi senza speranza, le migliaia di disoccupati che cercano di sopravvivere con le loro famiglie, gli afroamericani che reclamano i loro diritti.
Sta a noi, la chiesa del Signore, testimoniare la misericordia di Gesù ed essere coloro che “danno da mangiare”, materialmente e spiritualmente ai milioni di persone che sono greggi senza pastore.

Emmanuele Paschetto






Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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