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500 anni della Riforma. A Milano la festa nazionale dei protestanti italiani

01-06-2017 20:28 - News
Da domani nel capoluogo lombardo al via una fitta rassegna di mostre, dibattiti, concerti, incontri di preghiera e molto altro. Una "quattro giorni" promossa dalle chiese luterane, valdesi, battiste, metodiste e dall´Esercito della Salvezza con al centro i temi della testimonianza evangelica oggi in Italia, che culminerà con il culto della Pentecoste. Fra gli ospiti il cardinale Angelo Scola

Inizia domani a Milano la festa nazionale per i 500 anni della Riforma di Lutero promossa dai protestanti italiani. Moltissime le iniziative in programma dal 1° al 4 giugno. A scandire le quattro giornate saranno i principi fondamentali della Riforma del XVI secolo: sola Scrittura, solo Cristo, sola Grazia, e sola Fede. Al centro della manifestazione, che volutamente si svolge in diverse parti della città, saranno i temi che oggi caratterizzano maggiormente la testimonianza evangelica in Italia quali: l´accoglienza e l´integrazione dei migranti, la laicità e la libertà religiosa, il dialogo ecumenico ed interreligioso, la violenza contro le donne, i diritti di cittadinanza, il bene comune, l´identità di genere.


Giovedì 1° giugno, dedicato alla "Sola Scriptura", si aprirà con la mostra "La Bibbia di Giovanni Diodati" della Società biblica britannica e forestiera; a seguire, una cena con specialità antiche e contemporanee "A tavola con Lutero".

Venerdì 2 giugno, la giornata dedicata al "Solus Christus", prevede incontri con la Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI); iniziative per bambini con "La Riforma dei giovanissimi"; incontri su "Fede e identità di genere" a cura della Rete fede e omosessualità (REFO). Nel pomeriggio si svolgerà una "Bolla del silenzio" per denunciare la violenza sulle donne. Seguita da un dibattitto sulle religioni nello spazio pubblico. La giornata si concluderà presso lo storico teatro Dal Verme con "La notte dei cori".

Sabato, giornata della "Sola Gratia", si aprirà con l´incontro "500 e non sentirli", al parco Sempione, con ragazzi e ragazze della Federazione giovanile evangelica italiana (FGEI). In parallelo, al teatro Dal Verme, gli appuntamenti di Essere chiesa insieme (ECI) sull´intercultura e della Federazione delle donne evangeliche in Italia (FDEI) sulle donne nella Riforma. Dopo pranzo, il corteo da Piazza Duomo fino al teatro Dal Verme dove, alle 16.30, si terrà il culto evangelico di Pentecoste, ripreso da RAI 2 e trasmesso domenica mattina alle ore 10.20.

Dopo il culto, una preghiera di Pentecoste organizzata dal Consiglio delle chiese cristiane di Milano, a cui parteciperanno il cardinale Angelo Scola della Diocesi Ambrosiana, gli archimandriti e i preti delle chiese ortodosse. Verrà spezzato insieme e distribuito il pane della festa, in continuità ideale col gesto interrotto dall´esplosione che la Domenica delle Palme ha devastato la chiesa copta di San Marco ad Alessandria d´Egitto, lasciando decine di morti e feriti. A seguire, spettacolo teatrale sulle 95 tesi di Lutero.

Domenica 4 giugno, all´insegna della "Sola Fide", chiese aperte per i culti domenicali con i battesimi presso le varie comunità evangeliche della città (vedi programma).

Nel cuore della città, a Piazza Cordusio in zona pedonale, è ancora visitabile la mostra allestita a cura del Centro Culturale Protestante, con i disegni del giovane illustratore Matteo Mancini, che raccontano il protestantesimo mondiale di ieri e di oggi.

La manifestazione vede il Patrocinio del Comune di Milano.

Il culto evangelico di Pentecoste – ripreso a cura della rubrica televisiva "Protestantesimo-RaiDue" – sarà trasmesso domenica mattina, 4 giugno, alle ore 10.20.


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Domenica 1° Agosto
A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà (Luca 12,48)

Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze (Deuteronomio 6,5)
Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo (I Giovanni 4,19)


E’ possibile amare Dio con mezzo cuore? E’ possibile provare un sentimento con solo un pezzo di cuore? Si può immaginare che il cuore sia composito. Effettivamente la tradizione rabbinica dà un suggerimento per certi versi sconcertante: si deve amare Dio sia con l isinto del bene, sia con l istinto del male. Infatti nell’uomo vi è una natura doppia, nel profondo, che lo costringere perennemente a scegliere. Ora, se è chiaro che cosa vuol dire amare Dio con la componente positiva, bisogna capire che cosa significhi amare Dio con quella negativa. Suggerisco che io pratico una forma di amore verso Dio nel momento in cui domino l’istinto del male, indirizzando verso Dio la capacità di dominare la tendenza malvagia.
Benedetto Carucci Viterbi


Matteo 13, 44-46; Filippesi 3, 4b-14; Geremia 1, 4-10









Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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