20 Settembre 2017
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Resistere nella minoranza

29-06-2017 08:29 - News
di Roberto Davide Papini

"Le nostre chiese sono chiamate a resistere nella minoranza".

Il pastore Claudio Pasquet sintetizza la sfida che è di fronte alla Comunione mondiale delle chiese riformate che dal 29 giugno al 7 luglio riunisce il suo Consiglio generale a Lipsia, in Germania, con una significativa tappa a Wittenberg. Pasquet, insieme ad Annapaola Carbonatto (che ha preso parte al pre-consiglio dei giovani riformati), partecipa a questo appuntamento in rappresentanza della Chiesa valdese che fa parte delle oltre 200 chiese riformate della Comunione.

Pastore Pasquet, cosa si aspetta da questo appuntamento?

«Mi aspetto che vengano ripresi e sviluppati i temi delle assemblee precedenti, Accra (in Ghana) nel 2010 e Grand Rapids Usa) nel 2010. In particolare credo che sarà importante riprendere il tema della giustizia economica, sociale ed ecologica: rispetto ad Accra la situazione mondiale è decisamente peggiorata, anche se ci sono incoraggianti esempi di resistenza».

Tra gli aspetti della giustizia sociale c´è il tema dei migranti

«Sì, infatti a me e ad Annapaola è stato chiesto di fare un intervento per raccontare come le nostre chiese affrontano l´emergenza. Parleremo di Mediterranean Hope e dei corridoi umanitari».

In questa celebrazione dei 500 anni della Riforma è emerso con forza l´aspetto ecumenico. Un´impronta presente anche nel lavoro della Comunione mondiale delle chiese riformate?

«Sì, credo che questa sia una novità importante rispetto agli anni passati. Va ricordato, comunque, che a Lipsia si incontrano chiese che, tranne rari casi, sono di minoranza, anche se la Comunione mondiale delle chiese riformate è la più rappresentata al mondo (dopo la Chiesa cattolica) in termini di presenza nelle varie zone del mondo».

Lei parla della necessità di resistere. A che cosa?

«Proprio al fatto di agire in contesti di minoranza. Non deve essere una resistenza per tirare a campare, ma per portare avanti la testimonianza del Vangelo"

Nel corso dell´assemblea verranno votati documenti importanti come l´adesione alla "Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione" e la "Testimonianza di Wittenberg" sul dialogo ecumenico. Saranno i due momenti centrali?

«Saranno momenti importanti, ma voglio sottolineare che si tratta di un incontro molto basato su momenti di preghiera, con due culti al giorno, in apertura e in chiusura di ogni giornata. Insomma, non è l´Onu dei riformati».


Fonte: chiesavaldese.org

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UN GIORNO UNA PAROLA

MERCOLEDÌ 20 SETTEMBRE

Avverrà, che io spargerò il mio Spirito su ogni persona
(Gioele 2,28)

Gesù essendo stato innalzato dalla destra di Dio e avendo ricevuta dal Padre lo Spirito santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite (Atti degli apostoli 2,33)

Lo Spirito santo non è soggetto ad alcun regolamento, agisce in modo sovrano; per lui nessun popolo è troppo lontano, nessuna terra è maledetta, nessuna contrada troppo oscura, nessun essere umano troppo stupido o troppo intelligente, nessun anziano troppo saggio o lattante incapace. Egli può e vuole operare nei nostri cuori e questo è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. È un insegnante al quale non possiamo prescrivere alcun sistema teologico.
Nikolaus Ludwig Zinzendorf

Filemone 1-25; Numeri 27,12-23

PREGHIERA

Signore, la tua parola ci apre
alla solidarietà. Dacci di sapere
bene utilizzare le occasioni che
abbiamo di accompagnare e
sostenere le persone in difficoltà.
Signore, in ogni situazione
insegnaci a essere prossimo, così
come Gesù lo è per ognuno di noi.
Amen.

Il Vangelo ci parla

Salmo 51, 15

di Daniele Garrone

«Voglio insegnare ai ribelli le tue vie e i peccatori a te ritorneranno.»

In alcune chiese della Slesia e della Boemia vi sono dei pulpiti a forma di balena, con le fauci spalancate verso l’uditorio, di modo che il predicatore parla dalla bocca dell’enorme animale.

E’ senz’altro un richiamo alla storia di Giona, il profeta ribelle che viene inghiottito da un grande pesce e poi vomitato sulla spiaggia. E’ però anche una bella immagine di qual è la parola che può spingere altri a cambiare strada, a convertirsi, come si dice, e di chi la può pronunciare. Non un moralista, che stigmatizza le colpe altrui, non un saccente “grillo parlante”, non un virtuoso che invita a seguire il proprio esempio.

Chi può davvero insegnare qualcosa è chi sa peccatore perdonato, colui o colei che ha scoperto che Dio lo cercava nel suo smarrimento, nella sua rivolta, nel suo rifiuto, nel suo vedere soltanto se stesso. Proprio lui/lei, che evitava le “vie di Dio”, cioè il cammino che Dio vuole che noi percorriamo, ha scoperto che le “vie di Dio” sono anche quelle che egli percorre verso chi è perduto e di Dio non sa o non vuol sapere nulla. Dio si è mosso persino verso di lui o di lei, sì, proprio loro, persino loro.

Questa scoperta sconvolgente, questa esperienza di gratuità, questa dimensione immeritata e irraggiungibile anche con le migliori intenzioni, è la testimonianza a cui siamo chiamati e questa sola può davvero insegnare qualcosa, aprire passaggi insperati, su cui altri si incammineranno.

LIBRI

Martin Lutero e Katharina von Bora: da monaci a marito e moglie

“Benché per diverse ragioni Lutero si sia sposato assai tardi, nessun Riformatore ha tessuto un elogio così convinto del matrimonio, restituendogli, in un tempo che lo considerava inferiore all’ideale cristiano del celibato, la dignità massima di ‘opera di Dio’”.

Così scrive il professor Paolo Ricca nell’introduzione al volume “Da monaco a marito” che contiene la traduzione di due scritti di Martin Lutero sul matrimonio e la vita familiare. Si tratta de “La vita matrimoniale” del 1522 e delle “Questioni matrimoniali” del 1530.

Il titolo del libro dell’editrice Claudiana che li raccoglie è quanto mai significativo perché non riguarda solo la biografia del riformatore – che sposò nel 1525 l’ex monaca Katharina von Bora, quindi anch’essa ‘da monaca a moglie’ -, ma descrive una delle più grandi rivoluzioni operate dal protestantesimo: l’aver fatto della famiglia – invece del convento – il luogo primario della testimonianza evangelica, in cui, nella specialissima relazione con il coniuge e i figli, si impara la riconoscenza a Dio, l’amor per il prossimo e l’agire per il bene comune.

Il volume si apre con una pregevole e fluente introduzione di Paolo Ricca che esamina praticamente tutti gli scritti di Lutero sul matrimonio, definendone la teologia.

Uno spaccato della vita matrimoniale di Martin e Katherina è offerto da un’altra pubblicazione dell’editrice Claudiana “Lettere a Katharina von Bora“, una raccolta di 21 missive inviate da Lutero alla moglie in un arco di tempo molto vasto: dal 1529 – anno dei colloqui di Marburgo in c

ui si consumò la frattura tra i Lutero e Zwingli e di cui il riformatore parla alla moglie – fino al 14 febbraio 1546, quattro giorni prima della morte di Lutero.

Oltre a farci conoscere un Lutero intimo e privato – il Lutero marito e padre è realmente una sorpresa! -, la raccolta curata da Reinhard Dithmar ci presenta il rapporto tra un marito e una moglie molto amata e stimata, anche in campo teologico.

Martin Lutero, “Da monaco a marito. Due scritti sul matrimonio”, Claudiana, pagg. 284, euro 19.50.

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Domenico Maselli e la passione per lunità dei cristiani

Fascicolo completo di "Lucca7" in ricordo del Pastore Domenico Maselli.
"Desiderava creare un Centro ecumenico a Lucca, intitolandolo a Vermigli e Agresti"

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