14 Dicembre 2017
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«Ministeri, donne e chiese»: parola alle teologhe Noceti e Tomassone

02-12-2017 14:23 - Ecumenismo
Un dialogo ecumenico sulla questione femminile

Il prossimo venerdì, 15 dicembre, alle ore 17, nella sala «Maria Eletta Martini» di Lucca, in via San Andrea 33, il Meic di Lucca, il Centro culturale «P. M. Vermigli» (fondato dalla Chiesa Evangelica Valdese di Lucca) e l´Azione Cattolica diocesana invitano i credenti di tutte le Chiese e l´intera cittadinanza a partecipare all´incontro: «Ministeri, donne, chiese» organizzato con il sostegno del Comune nella persona dell´assessora Ilaria Vietina. Le relatrici di questo evento saranno la cattolica Serena Noceti, vicepresidente dell´Associazione Teologica italiana e docente di teologia sistematica presso l´Istituto Superiore di Scienze Religiose di Firenze, e la protestante Letizia Tomassone, pastora della chiesa valdese di Firenze e docente di Studi femministi e di genere presso la Facoltà I Valdese di Teologia di Roma. Durante questo evento sarà presentato il testo, a cura della stessa Noceti e pubblicato dalla Queriniana, «Diacone.

Quale ministero per quale chiesa?», opera che costituisce un ricco e documentato dossier sullo scottante tema del diaconato femminile, con saggi della curatrice e di Gilles Routhier, Andrea Grillo, Cettina Militello, Marinella Perroni, Cristina Simonelli, Angela Berlis Pius e Ramon Tragan. Il problema di un possibile ripristino del diaconato femminile è tornato di attualità in ambito cattolico per la decisione di papa Francesco di nominare sul tema, lo scorso 2 Agosto 2016, una commissione composta da sei teologi e da sei teologhe: questo libro vuole dare un contributo al dibattito, ponendo la domanda sulla possibilità di una re-istituzione di questa figura ministeriale nell´orizzonte della teologia del ministero ordinato proposta dai documenti del Vaticano II.

Il problema cattolico del diaconato femminile si inserisce in una questione più ampia ed ecumenica, quale quella dell´accesso delle donne ai ministeri ordinati che costituisce un tema controverso fra le Chiese cristiane, le quali hanno su questa questione posizioni contrapposte: da una parte Cattolicesimo e Ortodossia respingono fermamente l´ordinazione sacerdotale delle donne, ma hanno atteggiamenti più possibilisti o sfumati nei confronti del diaconato femminile, che alcune Chiese ortodosse hanno peraltro conservato o stanno ripristinando. Dall´altra, la stragrande maggioranza delle Chiese anglicane, luterane, battiste e riformate, a partire dagli ultimi decenni, hanno iniziato ad ordinare donne che hanno raggiunto in queste comunità ecclesiali ruoli di grande responsabilità.

Questo dissenso fra le Chiese di fronte al tema dell´ordinazione femminile costituisce un grave ostacolo al dialogo ecumenico, specialmente per quanto riguarda il reciproco riconoscimento dei ministeri: è fondamentale che tutte le Chiese si interroghino a fondo se il ruolo che attualmente esse attribuiscono alle donne nelle strutture ecclesiali sia teologicamente sostenibile, conforme alla volontà di Gesù e rispondente ai segni dei tempi.
di Niccolò Bonetti Segretario del Centro culturale «Pietro Martire Vermigli»



Fonte: ToscanaOggi - Lucca7

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UN GIORNO UNA PAROLA

MARTEDÌ 12 DICEMBRE

La mia lingua celebrerà la tua parola, perché tutti i tuoi comandamenti sono giustizia
(Salmo 119,172)

La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l´impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali (Colossesi 3,16)

Padre, Ti supplichiamo che nella tua Parola tutti trovar possiamo pace e allegrezza, ardor!
Innario cristiano

Isaia 26,7-15; Zaccaria 6,1-8

PREGHIERA

Con noi la passione
per il mondo del Padre
per noi l’amore
per i nemici del Figlio
davanti a noi la femminile santità
del loro Spirito
intorno a noi la vitalità
trinitaria di Dio. Amen

Kurt Marti

Il Vangelo ci parla

Luca 12,35

di Marco Gisola

«I vostri fianchi siano cinti, e le vostre lampade accese»

Il 26 novembre è l’ultima domenica dell’anno liturgico; con l´Avvento si ricomincerà dall’ “inizio”, dai racconti che ci fanno riflettere e meditare sulla nascita di Gesù, cioè sulla prima venuta del Redentore nel mondo; “avvento” infatti significa “venuta”, “arrivo”. Proprio il versetto del giorno dell’ultima domenica dell’anno liturgico ci invita ad attendere vigilanti e ad essere pronti «perché il Figlio dell´uomo verrà nell´ora che non pensate» (v. 40), riferendosi alla seconda venuta, cioè al ritorno di Cristo.

Potremmo quindi dire che tutta la vita cristiana è un Avvento, perché come cristiani attendiamo costantemente il ritorno di Gesù. Viviamo, dunque, tra la prima e la seconda venuta di Gesù. Ciò significa innanzitutto che gli eventi fondamentali della nostra fede non dipendono da noi, ma sono iniziativa unilaterale di Dio: è lui che ha deciso di mandare suo Figlio nel mondo, è lui che deciderà il suo ritorno.

E poi significa che come cristiani viviamo dunque in un tempo che non è un tempo qualunque, ma è un tempo che sta dopo la venuta di Cristo e prima del suo ritorno. È il tempo della speranza: la speranza è costituita da un lato dall’attesa e d’altro lato dalla preparazione per farci trovare pronti quando il Signore verrà.

Attesa, nel senso che il compimento è nelle mani di Dio, perché sarà Cristo a realizzare tutte le promesse di Dio quando tornerà a portarci il suo regno. Ma anche preparazione perché siamo chiamati a tenere i nostri fianchi cinti e le nostre lampade accese. Avere i fianchi cinti e le lampade accese vuol dire stare vigili e attenti a ciò che il Signore vuole dirci attraverso la sua Parola per essere pronti a metterci in cammino per andare dove il Signore ci chiama.

Fianchi cinti e lampade accese, ovvero attesa, preparazione, ascolto, fiducia… questo è il tempo che viviamo oggi, proiettati con speranza verso il futuro che Dio ci prepara.

LIBRI

PARLACI DELLA VITA


Il libro in pillole
•Un commento con occhi perlopiù cristiani al classico di Kahlil Gibran
•Una breve meditazione sui piccoli e grandi quesiti del Profeta
•Con insolite preghiere per momenti di spiritualità personale o di gruppo

Gibran è punto di incontro tra culture, religioni e spiritualità diverse. Ha donato a generazioni di lettori una sapienza moderna che abbraccia i grandi temi della laicità e le più profonde immagini di una fede universale.
Con un commento a Il Profeta che ne affianca gli ampi estratti e i temi affrontati con preghiere insolite e con brani biblici, l’Autore propone un gioco di rimandi per scoprire un testo attraverso l’altro.

«Se Khalil Gibran è un autore-ponte tra Oriente e Occidente, tra spiritualità e poesia, tra fedi e culture diverse, lo stesso Profeta è un libro-ponte, una sorta di Bibbia laica che abbraccia i temi universali della vita umana come li racconterebbero, e vi rifletterebbero, un cristiano, un musulmano, un buddhista e persino un laico agnostico. Tra preghiera, meditazione e poesia, Il Profeta, al cui interno non è difficile scovare tracce bibliche, parla la lingua di un’umanità che nella sua parte più profonda, consapevolmente o meno, pensa, medita e prega al di là dei confini geografici e politici, che appartiene a tutte le religioni e a nessuna, a tutte le culture e a nessuna».
Stefano Giannatempo

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Domenico Maselli e la passione per lunità dei cristiani

Fascicolo completo di "Lucca7" in ricordo del Pastore Domenico Maselli.
"Desiderava creare un Centro ecumenico a Lucca, intitolandolo a Vermigli e Agresti"

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