20 Settembre 2017
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le interviste

La riconciliazione

le interviste
13-01-2017 - Intervista a Luca Maria Negro
È il tema della Settimana di preghiera per l´unità dei cristiani 2017. Intervista a Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia.

L´amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione: è il motto biblico, ispirato al capitolo 5 della seconda lettera dell´apostolo Paolo ai Corinzi, che guiderà la Settimana di preghiera per l´unità dei cristiani (Spuc) 2017, in agenda dal 18 al 25 gennaio. Nell´anno in cui ricorre il cinquecentenario della Riforma protestante avvenuta nel 1517 a Wittenberg, in Germania, il materiale per la preghiera è stato preparato proprio dalle Chiese cristiane tedesche. Ne parliamo con il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei). «I materiali proposti sono molto interessanti perché hanno un duplice accento: da un lato si mette in rilievo il messaggio positivo della giustificazione per sola grazia, che è stata ed è al centro della teologia delle chiese della Riforma; dall´altro un accento "penitenziale" nel riconoscimento delle divisioni di cui ha sofferto la chiesa di Cristo in seguito all´evento del 1517. La Spuc si offre come un´opportunità per fare ulteriori passi verso la riconciliazione, che è appunto il tema della settimana».

- La riconciliazione è prima di tutto un dono di Dio. Eppure alle chiese cristiane è affidato il ministero della riconciliazione. In quali contesti i cristiani sono chiamati a essere ministri di riconciliazione?

«Innanzitutto siamo ministri della riconciliazione nella misura in cui viviamo la riconciliazione tra cristiani. Detto questo, credo che il primo compito del ministero della riconciliazione sia di riprendere con forza il cammino ecumenico che non significa superare con un colpo di bacchetta tutte le diversità che ancora esistono. In questi ultimi anni anche Papa Francesco ha opportunamente sottolineato quello che noi protestanti diciamo da anni e cioè che l´unità, che è un dono di Dio, non significa uniformità. Nonostante le diversità esistenti sul piano ecclesiologico ed etico, come cristiani possiamo vivere in tensione verso l´unità. A partire da ciò possiamo essere ministri di riconciliazione, a esempio, nell´accoglienza di coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame, e nell´impegno ad evitare uno scontro frontale tra culture e visioni del mondo diverse».

-Negli ultimi anni sono stati compiuti importanti passi nel cammino ecumenico verso l´unità, ma c´è ancora della strada da percorrere. Quali sono i temi che dovrebbero ricevere una particolare attenzione?

«Il primo, emerso al recente convegno di Trento sui 500 anni della Riforma organizzato con la Conferenza episcopale italiana, è di creare finalmente in Italia una Consulta ecumenica. Inoltre, vogliamo continuare a lavorare insieme nell´accoglienza dei rifugiati con la buona pratica ecumenica dei corridoi umanitari, e anche nella lotta al fenomeno della violenza sulle donne, ripartendo dall´appello ecumenico lanciato nel 2015 da cattolici, protestanti e ortodossi. Infine, tra i temi che ci stanno a cuore, c´è la cosiddetta "ospitalità eucaristica" che riguarda in particolare le coppie interconfessionali: pensare che si possano fare dei passi in avanti in questo campo, anche nel nostro paese, sarebbe positivo».



scritto da Marta D´Auria

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UN GIORNO UNA PAROLA

MERCOLEDÌ 20 SETTEMBRE

Avverrà, che io spargerò il mio Spirito su ogni persona
(Gioele 2,28)

Gesù essendo stato innalzato dalla destra di Dio e avendo ricevuta dal Padre lo Spirito santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite (Atti degli apostoli 2,33)

Lo Spirito santo non è soggetto ad alcun regolamento, agisce in modo sovrano; per lui nessun popolo è troppo lontano, nessuna terra è maledetta, nessuna contrada troppo oscura, nessun essere umano troppo stupido o troppo intelligente, nessun anziano troppo saggio o lattante incapace. Egli può e vuole operare nei nostri cuori e questo è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. È un insegnante al quale non possiamo prescrivere alcun sistema teologico.
Nikolaus Ludwig Zinzendorf

Filemone 1-25; Numeri 27,12-23

PREGHIERA

Signore, la tua parola ci apre
alla solidarietà. Dacci di sapere
bene utilizzare le occasioni che
abbiamo di accompagnare e
sostenere le persone in difficoltà.
Signore, in ogni situazione
insegnaci a essere prossimo, così
come Gesù lo è per ognuno di noi.
Amen.

Il Vangelo ci parla

Salmo 51, 15

di Daniele Garrone

«Voglio insegnare ai ribelli le tue vie e i peccatori a te ritorneranno.»

In alcune chiese della Slesia e della Boemia vi sono dei pulpiti a forma di balena, con le fauci spalancate verso l’uditorio, di modo che il predicatore parla dalla bocca dell’enorme animale.

E’ senz’altro un richiamo alla storia di Giona, il profeta ribelle che viene inghiottito da un grande pesce e poi vomitato sulla spiaggia. E’ però anche una bella immagine di qual è la parola che può spingere altri a cambiare strada, a convertirsi, come si dice, e di chi la può pronunciare. Non un moralista, che stigmatizza le colpe altrui, non un saccente “grillo parlante”, non un virtuoso che invita a seguire il proprio esempio.

Chi può davvero insegnare qualcosa è chi sa peccatore perdonato, colui o colei che ha scoperto che Dio lo cercava nel suo smarrimento, nella sua rivolta, nel suo rifiuto, nel suo vedere soltanto se stesso. Proprio lui/lei, che evitava le “vie di Dio”, cioè il cammino che Dio vuole che noi percorriamo, ha scoperto che le “vie di Dio” sono anche quelle che egli percorre verso chi è perduto e di Dio non sa o non vuol sapere nulla. Dio si è mosso persino verso di lui o di lei, sì, proprio loro, persino loro.

Questa scoperta sconvolgente, questa esperienza di gratuità, questa dimensione immeritata e irraggiungibile anche con le migliori intenzioni, è la testimonianza a cui siamo chiamati e questa sola può davvero insegnare qualcosa, aprire passaggi insperati, su cui altri si incammineranno.

LIBRI

Martin Lutero e Katharina von Bora: da monaci a marito e moglie

“Benché per diverse ragioni Lutero si sia sposato assai tardi, nessun Riformatore ha tessuto un elogio così convinto del matrimonio, restituendogli, in un tempo che lo considerava inferiore all’ideale cristiano del celibato, la dignità massima di ‘opera di Dio’”.

Così scrive il professor Paolo Ricca nell’introduzione al volume “Da monaco a marito” che contiene la traduzione di due scritti di Martin Lutero sul matrimonio e la vita familiare. Si tratta de “La vita matrimoniale” del 1522 e delle “Questioni matrimoniali” del 1530.

Il titolo del libro dell’editrice Claudiana che li raccoglie è quanto mai significativo perché non riguarda solo la biografia del riformatore – che sposò nel 1525 l’ex monaca Katharina von Bora, quindi anch’essa ‘da monaca a moglie’ -, ma descrive una delle più grandi rivoluzioni operate dal protestantesimo: l’aver fatto della famiglia – invece del convento – il luogo primario della testimonianza evangelica, in cui, nella specialissima relazione con il coniuge e i figli, si impara la riconoscenza a Dio, l’amor per il prossimo e l’agire per il bene comune.

Il volume si apre con una pregevole e fluente introduzione di Paolo Ricca che esamina praticamente tutti gli scritti di Lutero sul matrimonio, definendone la teologia.

Uno spaccato della vita matrimoniale di Martin e Katherina è offerto da un’altra pubblicazione dell’editrice Claudiana “Lettere a Katharina von Bora“, una raccolta di 21 missive inviate da Lutero alla moglie in un arco di tempo molto vasto: dal 1529 – anno dei colloqui di Marburgo in c

ui si consumò la frattura tra i Lutero e Zwingli e di cui il riformatore parla alla moglie – fino al 14 febbraio 1546, quattro giorni prima della morte di Lutero.

Oltre a farci conoscere un Lutero intimo e privato – il Lutero marito e padre è realmente una sorpresa! -, la raccolta curata da Reinhard Dithmar ci presenta il rapporto tra un marito e una moglie molto amata e stimata, anche in campo teologico.

Martin Lutero, “Da monaco a marito. Due scritti sul matrimonio”, Claudiana, pagg. 284, euro 19.50.

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Domenico Maselli e la passione per lunità dei cristiani

Fascicolo completo di "Lucca7" in ricordo del Pastore Domenico Maselli.
"Desiderava creare un Centro ecumenico a Lucca, intitolandolo a Vermigli e Agresti"

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