20 Settembre 2017
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le interviste

Il pastore Negro: «L´intervista di Francesco mi dà gioia»

le interviste
19-11-2016 - Intervista a Luca Maria Negro, presidente della Fcei
«L´intervista del Papa ad Avvenire mi ha dato molta gioia, ne ho già sottolineato vari punti». Luca Maria Negro, presidente della Federazione italiana delle Chiese evangeliche, tiene sotto mano le pagine di Avvenire con le evidenti sottolineature.

La prima, pastore Negro?

La valutazione 500 anni dopo del significato della Riforma che per Lutero «doveva essere come una medicina, anche se poi le cose si sono cristallizzate». Il Papa ora ci invita tutti a ritornare all´essenziale della fede per riscoprire la natura di ciò che ci unisce. Francesco ci tiene a sottolineare che si tratta di un cammino che non ha iniziato lui: erano stati i suoi predecessori, fino alla Dichiarazione comune sulla giustificazione firmata nel 1999, vero momento di svolta.

Seconda sottolineatura, la purificazione della memoria...

È importante. Non si tratta di avere un atteggiamento revisionista o di convenienza; il 31 ottobre scorso a Lund il Papa ci ha ricordato in sostanza che la storia non si può cambiare o edulcorare, ma i fatti possono essere letti nell´oggi in modo diverso. Senza cancellare tutto quanto di nuovo c´è stato nei nostri rapporti e purificandoli da tutto quanto non ha più ragione di dividerci. Per noi protestanti italiani, che abbiamo una storia di persecuzione secolare, è importante quest´insistenza sulla purificazione della memoria. Non significa gettare un colpo di spugna sul passato, ma cercare insieme gli errori da una parte e dall´altra e trarne un insegnamento per l´oggi e domani. Un processo che vale anche nei confronti degli ebrei.

Con le parole di Benedetto XVI a Erfurt evidenzia poi l´idea di un Dio misericordioso penetrata nel cuore di Lutero...

Per la Chiesa cattolica c´è stata la riscoperta del Dio misericordioso, ovvero il passaggio da una religione che si basava sull´incutere la paura dell´Inferno alla visione di un Dio di amore. Far uscire l´uomo medioevale dalla nevrosi della salvezza per trasportarlo nell´oceano dell´amore di Dio. Non a caso in questa «tre giorni» di convegno a Trento siamo partiti dal testo paolino dell´Amore di Dio che ci spinge e ci possiede anche.

Il Papa afferma che non gli toglie il sonno la critica di ´svendere´ la dottrina cattolica?

Certo, mi è piaciuta molto quest´affermazione. Egli non fa che seguire il Concilio. Tra parentesi, come protestante sono sorpreso dall´intensità con cui alcuni cattolici criticano il Papa, gli stessi magari che in altre occasioni ne sottolineavano l´infallibilità.

Le parole del Papa incoraggiano l´esito felice di questo convegno nella città del Concilio voluto insieme alla Conferenza episcopale italiana. E da domani?

Non partecipavo ad un incontro così intenso, dal 2001 con la firma della Carta ecumenica a Strasburgo. Ora pensiamo ad un nuovo convegno sulla Riforma in cui allargare il confronto anche ai fratelli ortodossi. Da quest´anno di lavoro insieme attraverso riunioni che chiamavano spontaneamente ´consulte´: da questo rapporto informale c´è il desiderio di creare un organismo di raccordo consultivo ma permanente delle comunità cristiane in Italia. Una struttura agile, leggera, che possa dare continuità al lavoro ecumenico.


scritto da Diego Andreatta - Avvenire.it

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UN GIORNO UNA PAROLA

MERCOLEDÌ 20 SETTEMBRE

Avverrà, che io spargerò il mio Spirito su ogni persona
(Gioele 2,28)

Gesù essendo stato innalzato dalla destra di Dio e avendo ricevuta dal Padre lo Spirito santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite (Atti degli apostoli 2,33)

Lo Spirito santo non è soggetto ad alcun regolamento, agisce in modo sovrano; per lui nessun popolo è troppo lontano, nessuna terra è maledetta, nessuna contrada troppo oscura, nessun essere umano troppo stupido o troppo intelligente, nessun anziano troppo saggio o lattante incapace. Egli può e vuole operare nei nostri cuori e questo è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. È un insegnante al quale non possiamo prescrivere alcun sistema teologico.
Nikolaus Ludwig Zinzendorf

Filemone 1-25; Numeri 27,12-23

PREGHIERA

Signore, la tua parola ci apre
alla solidarietà. Dacci di sapere
bene utilizzare le occasioni che
abbiamo di accompagnare e
sostenere le persone in difficoltà.
Signore, in ogni situazione
insegnaci a essere prossimo, così
come Gesù lo è per ognuno di noi.
Amen.

Il Vangelo ci parla

Salmo 51, 15

di Daniele Garrone

«Voglio insegnare ai ribelli le tue vie e i peccatori a te ritorneranno.»

In alcune chiese della Slesia e della Boemia vi sono dei pulpiti a forma di balena, con le fauci spalancate verso l’uditorio, di modo che il predicatore parla dalla bocca dell’enorme animale.

E’ senz’altro un richiamo alla storia di Giona, il profeta ribelle che viene inghiottito da un grande pesce e poi vomitato sulla spiaggia. E’ però anche una bella immagine di qual è la parola che può spingere altri a cambiare strada, a convertirsi, come si dice, e di chi la può pronunciare. Non un moralista, che stigmatizza le colpe altrui, non un saccente “grillo parlante”, non un virtuoso che invita a seguire il proprio esempio.

Chi può davvero insegnare qualcosa è chi sa peccatore perdonato, colui o colei che ha scoperto che Dio lo cercava nel suo smarrimento, nella sua rivolta, nel suo rifiuto, nel suo vedere soltanto se stesso. Proprio lui/lei, che evitava le “vie di Dio”, cioè il cammino che Dio vuole che noi percorriamo, ha scoperto che le “vie di Dio” sono anche quelle che egli percorre verso chi è perduto e di Dio non sa o non vuol sapere nulla. Dio si è mosso persino verso di lui o di lei, sì, proprio loro, persino loro.

Questa scoperta sconvolgente, questa esperienza di gratuità, questa dimensione immeritata e irraggiungibile anche con le migliori intenzioni, è la testimonianza a cui siamo chiamati e questa sola può davvero insegnare qualcosa, aprire passaggi insperati, su cui altri si incammineranno.

LIBRI

Martin Lutero e Katharina von Bora: da monaci a marito e moglie

“Benché per diverse ragioni Lutero si sia sposato assai tardi, nessun Riformatore ha tessuto un elogio così convinto del matrimonio, restituendogli, in un tempo che lo considerava inferiore all’ideale cristiano del celibato, la dignità massima di ‘opera di Dio’”.

Così scrive il professor Paolo Ricca nell’introduzione al volume “Da monaco a marito” che contiene la traduzione di due scritti di Martin Lutero sul matrimonio e la vita familiare. Si tratta de “La vita matrimoniale” del 1522 e delle “Questioni matrimoniali” del 1530.

Il titolo del libro dell’editrice Claudiana che li raccoglie è quanto mai significativo perché non riguarda solo la biografia del riformatore – che sposò nel 1525 l’ex monaca Katharina von Bora, quindi anch’essa ‘da monaca a moglie’ -, ma descrive una delle più grandi rivoluzioni operate dal protestantesimo: l’aver fatto della famiglia – invece del convento – il luogo primario della testimonianza evangelica, in cui, nella specialissima relazione con il coniuge e i figli, si impara la riconoscenza a Dio, l’amor per il prossimo e l’agire per il bene comune.

Il volume si apre con una pregevole e fluente introduzione di Paolo Ricca che esamina praticamente tutti gli scritti di Lutero sul matrimonio, definendone la teologia.

Uno spaccato della vita matrimoniale di Martin e Katherina è offerto da un’altra pubblicazione dell’editrice Claudiana “Lettere a Katharina von Bora“, una raccolta di 21 missive inviate da Lutero alla moglie in un arco di tempo molto vasto: dal 1529 – anno dei colloqui di Marburgo in c

ui si consumò la frattura tra i Lutero e Zwingli e di cui il riformatore parla alla moglie – fino al 14 febbraio 1546, quattro giorni prima della morte di Lutero.

Oltre a farci conoscere un Lutero intimo e privato – il Lutero marito e padre è realmente una sorpresa! -, la raccolta curata da Reinhard Dithmar ci presenta il rapporto tra un marito e una moglie molto amata e stimata, anche in campo teologico.

Martin Lutero, “Da monaco a marito. Due scritti sul matrimonio”, Claudiana, pagg. 284, euro 19.50.

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Domenico Maselli e la passione per lunità dei cristiani

Fascicolo completo di "Lucca7" in ricordo del Pastore Domenico Maselli.
"Desiderava creare un Centro ecumenico a Lucca, intitolandolo a Vermigli e Agresti"

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