14 Dicembre 2017
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FUMETTI ED ECUMENISMO - QUELLE DUE MOSTRE SU LUTERO E SAN FRANCESCO

14-11-2017 21:48 - Ecumenismo
Uno scambio fraterno culminato anche in una veglia ecumenica di preghiera

Qualcosa di speciale è accaduto durante i Comics, grazie ad una iniziativa del Centro Culturale «Pietro Martire Vermigli», dell´Arcidiocesi di Lucca e della Chiesa Valdese di Lucca. Una mostra dedicata a san Francesco, intitolata «Nostro Fratello di Assisi», è stata ospitata nel tempio valdese di Lucca, in via Galli Tassi, curata dall´associazione Cartoon Club di Rimini. La chiesa, cattolica, di San Cristoforo in via Fillungo ha invece ospitato «Lutero 500 anni dopo», un´esposizione delle tavole di Filippo Cenni per l´albo «Lutero», pubblicato in Italia da Mondadori, in ricordo del cinquecentesimo anniversario della Riforma Protestante 1517-2017. Questo «scambio», va detto, ha avuto un notevole successo di pubblico. Forse scontato prevederlo nella centralissima chiesa di S. Cristoforo, ma ottima è stata anche la presenza di visitatori nel tempio valdese che si trova un po´ più distante da quello che è stato il naturale flusso degli appassionati all´interno dei percorsi di Lucca Comics and Games. Inoltre, come momento centrale di questa bella iniziativa, si è svolta una veglia ecumenica di preghiera nella chiesa di S. Cristoforo, sabato 4 novembre (foto). Guidata dal delegato arcivescovile per l´ecumenismo, don Mauro Lucchesi, e dal pastore valdese, Stefano Giannatempo, ha visto la presenza di una cinquantina di persone. Tuttavia, dalla folla che passeggiava sull´antistante via Fillungo in molti sono entrati anche per curiosità o per partecipare alla preghiera solo per pochi istanti. Per Giannatempo, da poche settimane arrivato a Lucca, è stata la prima veglia ecumenica in città.

Lorenzo Maffei



Fonte: ToscanaOggi - Lucca7

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UN GIORNO UNA PAROLA

MARTEDÌ 12 DICEMBRE

La mia lingua celebrerà la tua parola, perché tutti i tuoi comandamenti sono giustizia
(Salmo 119,172)

La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l´impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali (Colossesi 3,16)

Padre, Ti supplichiamo che nella tua Parola tutti trovar possiamo pace e allegrezza, ardor!
Innario cristiano

Isaia 26,7-15; Zaccaria 6,1-8

PREGHIERA

Con noi la passione
per il mondo del Padre
per noi l’amore
per i nemici del Figlio
davanti a noi la femminile santità
del loro Spirito
intorno a noi la vitalità
trinitaria di Dio. Amen

Kurt Marti

Il Vangelo ci parla

Luca 12,35

di Marco Gisola

«I vostri fianchi siano cinti, e le vostre lampade accese»

Il 26 novembre è l’ultima domenica dell’anno liturgico; con l´Avvento si ricomincerà dall’ “inizio”, dai racconti che ci fanno riflettere e meditare sulla nascita di Gesù, cioè sulla prima venuta del Redentore nel mondo; “avvento” infatti significa “venuta”, “arrivo”. Proprio il versetto del giorno dell’ultima domenica dell’anno liturgico ci invita ad attendere vigilanti e ad essere pronti «perché il Figlio dell´uomo verrà nell´ora che non pensate» (v. 40), riferendosi alla seconda venuta, cioè al ritorno di Cristo.

Potremmo quindi dire che tutta la vita cristiana è un Avvento, perché come cristiani attendiamo costantemente il ritorno di Gesù. Viviamo, dunque, tra la prima e la seconda venuta di Gesù. Ciò significa innanzitutto che gli eventi fondamentali della nostra fede non dipendono da noi, ma sono iniziativa unilaterale di Dio: è lui che ha deciso di mandare suo Figlio nel mondo, è lui che deciderà il suo ritorno.

E poi significa che come cristiani viviamo dunque in un tempo che non è un tempo qualunque, ma è un tempo che sta dopo la venuta di Cristo e prima del suo ritorno. È il tempo della speranza: la speranza è costituita da un lato dall’attesa e d’altro lato dalla preparazione per farci trovare pronti quando il Signore verrà.

Attesa, nel senso che il compimento è nelle mani di Dio, perché sarà Cristo a realizzare tutte le promesse di Dio quando tornerà a portarci il suo regno. Ma anche preparazione perché siamo chiamati a tenere i nostri fianchi cinti e le nostre lampade accese. Avere i fianchi cinti e le lampade accese vuol dire stare vigili e attenti a ciò che il Signore vuole dirci attraverso la sua Parola per essere pronti a metterci in cammino per andare dove il Signore ci chiama.

Fianchi cinti e lampade accese, ovvero attesa, preparazione, ascolto, fiducia… questo è il tempo che viviamo oggi, proiettati con speranza verso il futuro che Dio ci prepara.

LIBRI

PARLACI DELLA VITA


Il libro in pillole
•Un commento con occhi perlopiù cristiani al classico di Kahlil Gibran
•Una breve meditazione sui piccoli e grandi quesiti del Profeta
•Con insolite preghiere per momenti di spiritualità personale o di gruppo

Gibran è punto di incontro tra culture, religioni e spiritualità diverse. Ha donato a generazioni di lettori una sapienza moderna che abbraccia i grandi temi della laicità e le più profonde immagini di una fede universale.
Con un commento a Il Profeta che ne affianca gli ampi estratti e i temi affrontati con preghiere insolite e con brani biblici, l’Autore propone un gioco di rimandi per scoprire un testo attraverso l’altro.

«Se Khalil Gibran è un autore-ponte tra Oriente e Occidente, tra spiritualità e poesia, tra fedi e culture diverse, lo stesso Profeta è un libro-ponte, una sorta di Bibbia laica che abbraccia i temi universali della vita umana come li racconterebbero, e vi rifletterebbero, un cristiano, un musulmano, un buddhista e persino un laico agnostico. Tra preghiera, meditazione e poesia, Il Profeta, al cui interno non è difficile scovare tracce bibliche, parla la lingua di un’umanità che nella sua parte più profonda, consapevolmente o meno, pensa, medita e prega al di là dei confini geografici e politici, che appartiene a tutte le religioni e a nessuna, a tutte le culture e a nessuna».
Stefano Giannatempo

Foto gallery

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Documenti

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Domenico Maselli e la passione per lunità dei cristiani

Fascicolo completo di "Lucca7" in ricordo del Pastore Domenico Maselli.
"Desiderava creare un Centro ecumenico a Lucca, intitolandolo a Vermigli e Agresti"

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