14 Dicembre 2017
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Ecumenismo. Verso un Tavolo permanente di consultazione delle chiese cristiane

24-11-2017 09:38 - Ecumenismo
A conclusione del convegno ecumenico di Assisi "Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo" è stata annunciata la prossima nascita di un organo di collegamento tra le chiese cristiane presenti in Italia. Il 5 dicembre prima riunione del gruppo ecumenico di lavoro che ha organizzato l´incontro di Assisi per definire le tappe della costituzione del nuovo organismo

Anche in Italia ci sarà un tavolo nazionale permanente di consultazione delle chiese cristiane. E´ questa la grande novità uscita dal convegno ecumenico "Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo", tenutosi dal 20 al 22 novembre scorsi ad Assisi.

"E´ giunto il momento ha detto il pastore Maria Luca Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), nelle considerazioni finali del convegno che anche in Italia le relazioni ecumeniche non siano lasciate alla buona volontà del momento ma, come succede in altri paesi europei, venga istituito uno strumento capace di dare continuità all´ascolto comune della Parola e all´ascolto reciproco delle chiese per una più efficace testimonianza del vangelo nell´Italia di oggi".

"In realtà, il nucleo costitutivo del Tavolo esiste già e corrisponde alle chiese che hanno collaborato all´organizzazione del convegno di Assisi", ha spiegato don Cristiano Bettega, direttore dell´Ufficio nazionale per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso (UNEDI) della CEI.

Questo gruppo che comprende la CEI, la FCEI, la Sacra arcidiocesi ortodossa d´Italia, la Diocesi romena ortodossa, la Chiesa apostolica armena, la Diocesi di Roma del Patriarcato copto ortodosso e la Chiesa d´Inghilterra si riunirà il prossimo 5 dicembre a Roma per una valutare il lavoro svolto e definire le tappe costitutive del nuovo organismo.

"L´idea ha detto ancora Bettega è di creare una comunità di comunità da cui nessuno è escluso e a cui speriamo possano aggiungersi anche quelle chiese che non hanno potuto o non hanno voluto far parte di quel tavolo di lavoro".

"Per l´ecumenismo viviamo oggi un momento particolare dal quale devono scaturire dei frutti concreti. Lasciarlo passare senza costruire qualcosa di tangibile sarebbe imperdonabile", ha aggiunto mons. Ambrogio Spreafico, presidente dell´UNEDI.

Sul progetto sembra davvero esserci una comunanza di vedute di tutte e tre le famiglie cristiane presenti in Italia. Nel suo intervento conclusivo ad Assisi, Evangelos Yfantidis, vicario della Sacra arcidiocesi ortodossa d´Italia, ha infatti sottolineato come il metropolita Gennadios Zervos abbia sottolineato l´importanza di un Tavolo ecumenico nazionale in uno scambio di corrispondenza con l´UNEDI.


Fonte: NEV - notizie evangeliche

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UN GIORNO UNA PAROLA

MARTEDÌ 12 DICEMBRE

La mia lingua celebrerà la tua parola, perché tutti i tuoi comandamenti sono giustizia
(Salmo 119,172)

La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l´impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali (Colossesi 3,16)

Padre, Ti supplichiamo che nella tua Parola tutti trovar possiamo pace e allegrezza, ardor!
Innario cristiano

Isaia 26,7-15; Zaccaria 6,1-8

PREGHIERA

Con noi la passione
per il mondo del Padre
per noi l’amore
per i nemici del Figlio
davanti a noi la femminile santità
del loro Spirito
intorno a noi la vitalità
trinitaria di Dio. Amen

Kurt Marti

Il Vangelo ci parla

Luca 12,35

di Marco Gisola

«I vostri fianchi siano cinti, e le vostre lampade accese»

Il 26 novembre è l’ultima domenica dell’anno liturgico; con l´Avvento si ricomincerà dall’ “inizio”, dai racconti che ci fanno riflettere e meditare sulla nascita di Gesù, cioè sulla prima venuta del Redentore nel mondo; “avvento” infatti significa “venuta”, “arrivo”. Proprio il versetto del giorno dell’ultima domenica dell’anno liturgico ci invita ad attendere vigilanti e ad essere pronti «perché il Figlio dell´uomo verrà nell´ora che non pensate» (v. 40), riferendosi alla seconda venuta, cioè al ritorno di Cristo.

Potremmo quindi dire che tutta la vita cristiana è un Avvento, perché come cristiani attendiamo costantemente il ritorno di Gesù. Viviamo, dunque, tra la prima e la seconda venuta di Gesù. Ciò significa innanzitutto che gli eventi fondamentali della nostra fede non dipendono da noi, ma sono iniziativa unilaterale di Dio: è lui che ha deciso di mandare suo Figlio nel mondo, è lui che deciderà il suo ritorno.

E poi significa che come cristiani viviamo dunque in un tempo che non è un tempo qualunque, ma è un tempo che sta dopo la venuta di Cristo e prima del suo ritorno. È il tempo della speranza: la speranza è costituita da un lato dall’attesa e d’altro lato dalla preparazione per farci trovare pronti quando il Signore verrà.

Attesa, nel senso che il compimento è nelle mani di Dio, perché sarà Cristo a realizzare tutte le promesse di Dio quando tornerà a portarci il suo regno. Ma anche preparazione perché siamo chiamati a tenere i nostri fianchi cinti e le nostre lampade accese. Avere i fianchi cinti e le lampade accese vuol dire stare vigili e attenti a ciò che il Signore vuole dirci attraverso la sua Parola per essere pronti a metterci in cammino per andare dove il Signore ci chiama.

Fianchi cinti e lampade accese, ovvero attesa, preparazione, ascolto, fiducia… questo è il tempo che viviamo oggi, proiettati con speranza verso il futuro che Dio ci prepara.

LIBRI

PARLACI DELLA VITA


Il libro in pillole
•Un commento con occhi perlopiù cristiani al classico di Kahlil Gibran
•Una breve meditazione sui piccoli e grandi quesiti del Profeta
•Con insolite preghiere per momenti di spiritualità personale o di gruppo

Gibran è punto di incontro tra culture, religioni e spiritualità diverse. Ha donato a generazioni di lettori una sapienza moderna che abbraccia i grandi temi della laicità e le più profonde immagini di una fede universale.
Con un commento a Il Profeta che ne affianca gli ampi estratti e i temi affrontati con preghiere insolite e con brani biblici, l’Autore propone un gioco di rimandi per scoprire un testo attraverso l’altro.

«Se Khalil Gibran è un autore-ponte tra Oriente e Occidente, tra spiritualità e poesia, tra fedi e culture diverse, lo stesso Profeta è un libro-ponte, una sorta di Bibbia laica che abbraccia i temi universali della vita umana come li racconterebbero, e vi rifletterebbero, un cristiano, un musulmano, un buddhista e persino un laico agnostico. Tra preghiera, meditazione e poesia, Il Profeta, al cui interno non è difficile scovare tracce bibliche, parla la lingua di un’umanità che nella sua parte più profonda, consapevolmente o meno, pensa, medita e prega al di là dei confini geografici e politici, che appartiene a tutte le religioni e a nessuna, a tutte le culture e a nessuna».
Stefano Giannatempo

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Domenico Maselli e la passione per lunità dei cristiani

Fascicolo completo di "Lucca7" in ricordo del Pastore Domenico Maselli.
"Desiderava creare un Centro ecumenico a Lucca, intitolandolo a Vermigli e Agresti"

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