14 Dicembre 2017
News

A Roma la presentazione della Bibbia italiana della Riforma

24-10-2017 21:11 - Bibbia e attualità
La nuova traduzione del Nuovo Testamento promossa dalla Società biblica in Italia e dalle chiese evangeliche del nostro paese sarà presentata sabato 28 ottobre durante la manifestazione "Liberi per amare e servire", giornata nazionale per il Cinquecentenario della Riforma protestante organizzata nella capitale dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia

"Un dono degli evangelici al popolo italiano". Così il professor Eric Noffke, docente di Nuovo Testamento alla Facoltà valdese di teologia di Roma e presidente della Società biblica in Italia (SBI), ha spiegato il senso della "Bibbia italiana della Riforma" la nuova traduzione delle Scritture promossa dalla SBI e sostenuta dalle chiese evangeliche del nostro Paese in occasione del Cinquecentenario della Riforma protestante.

Di questa nuova traduzione sabato 28, durante la manifestazione nazionale "Liberi per amare e servire" organizzata a Roma dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI9, verrà presentato il Nuovo Testamento, mentre la pubblicazione dell´intera Bibbia è prevista per il 2023.

"La centralità della Scrittura è uno degli elementi distintivi della teologia protestante. Per questo abbiamo fatto coincidere l´uscita del Nuovo Testamento con i 500 anni della Riforma", ha precisato Noffke.

Le traduzioni attualmente in uso nelle chiese evangeliche sono tutte revisioni della traduzione secentesca del lucchese Giovanni Diodati. "Questa nuova traduzione ha proseguito Noffke non è il risultato del lavoro di un solo studioso, ma di una equipe di traduttori rappresentativi delle diverse chiese evangeliche italiane. Ogni testo tradotto è stato poi discusso da un apposito comitato".

"Tratto distintivo di questa traduzione ha spiegato ancora Noffke in un´intervista pubblicata dal quotidiano online Riforma.it è stata l´attenzione al testo originale, per mantenere una maggiore fedeltà al testo greco. Per questa ragione, per esempio, nel vangelo di Marco e di Matteo abbiamo lasciato spesso il ´presente storico´; inoltre, quando possibile e senza alterare il senso dell´italiano, abbiamo cercato di tradurre sempre allo stesso modo ogni singola parola greca, per permettere ai lettori di risalire facilmente ai concetti chiave della lingua originale".

Questa mattina, martedì 24 ottobre, la "Bibbia italiana della Riforma" è stata donata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante l´udienza al Quirinale dei rappresentanti delle chiese evangeliche in Italia.


Fonte: NEV - notizie evangeliche

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UN GIORNO UNA PAROLA

MARTEDÌ 12 DICEMBRE

La mia lingua celebrerà la tua parola, perché tutti i tuoi comandamenti sono giustizia
(Salmo 119,172)

La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l´impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali (Colossesi 3,16)

Padre, Ti supplichiamo che nella tua Parola tutti trovar possiamo pace e allegrezza, ardor!
Innario cristiano

Isaia 26,7-15; Zaccaria 6,1-8

PREGHIERA

Con noi la passione
per il mondo del Padre
per noi l’amore
per i nemici del Figlio
davanti a noi la femminile santità
del loro Spirito
intorno a noi la vitalità
trinitaria di Dio. Amen

Kurt Marti

Il Vangelo ci parla

Luca 12,35

di Marco Gisola

«I vostri fianchi siano cinti, e le vostre lampade accese»

Il 26 novembre è l’ultima domenica dell’anno liturgico; con l´Avvento si ricomincerà dall’ “inizio”, dai racconti che ci fanno riflettere e meditare sulla nascita di Gesù, cioè sulla prima venuta del Redentore nel mondo; “avvento” infatti significa “venuta”, “arrivo”. Proprio il versetto del giorno dell’ultima domenica dell’anno liturgico ci invita ad attendere vigilanti e ad essere pronti «perché il Figlio dell´uomo verrà nell´ora che non pensate» (v. 40), riferendosi alla seconda venuta, cioè al ritorno di Cristo.

Potremmo quindi dire che tutta la vita cristiana è un Avvento, perché come cristiani attendiamo costantemente il ritorno di Gesù. Viviamo, dunque, tra la prima e la seconda venuta di Gesù. Ciò significa innanzitutto che gli eventi fondamentali della nostra fede non dipendono da noi, ma sono iniziativa unilaterale di Dio: è lui che ha deciso di mandare suo Figlio nel mondo, è lui che deciderà il suo ritorno.

E poi significa che come cristiani viviamo dunque in un tempo che non è un tempo qualunque, ma è un tempo che sta dopo la venuta di Cristo e prima del suo ritorno. È il tempo della speranza: la speranza è costituita da un lato dall’attesa e d’altro lato dalla preparazione per farci trovare pronti quando il Signore verrà.

Attesa, nel senso che il compimento è nelle mani di Dio, perché sarà Cristo a realizzare tutte le promesse di Dio quando tornerà a portarci il suo regno. Ma anche preparazione perché siamo chiamati a tenere i nostri fianchi cinti e le nostre lampade accese. Avere i fianchi cinti e le lampade accese vuol dire stare vigili e attenti a ciò che il Signore vuole dirci attraverso la sua Parola per essere pronti a metterci in cammino per andare dove il Signore ci chiama.

Fianchi cinti e lampade accese, ovvero attesa, preparazione, ascolto, fiducia… questo è il tempo che viviamo oggi, proiettati con speranza verso il futuro che Dio ci prepara.

LIBRI

PARLACI DELLA VITA


Il libro in pillole
•Un commento con occhi perlopiù cristiani al classico di Kahlil Gibran
•Una breve meditazione sui piccoli e grandi quesiti del Profeta
•Con insolite preghiere per momenti di spiritualità personale o di gruppo

Gibran è punto di incontro tra culture, religioni e spiritualità diverse. Ha donato a generazioni di lettori una sapienza moderna che abbraccia i grandi temi della laicità e le più profonde immagini di una fede universale.
Con un commento a Il Profeta che ne affianca gli ampi estratti e i temi affrontati con preghiere insolite e con brani biblici, l’Autore propone un gioco di rimandi per scoprire un testo attraverso l’altro.

«Se Khalil Gibran è un autore-ponte tra Oriente e Occidente, tra spiritualità e poesia, tra fedi e culture diverse, lo stesso Profeta è un libro-ponte, una sorta di Bibbia laica che abbraccia i temi universali della vita umana come li racconterebbero, e vi rifletterebbero, un cristiano, un musulmano, un buddhista e persino un laico agnostico. Tra preghiera, meditazione e poesia, Il Profeta, al cui interno non è difficile scovare tracce bibliche, parla la lingua di un’umanità che nella sua parte più profonda, consapevolmente o meno, pensa, medita e prega al di là dei confini geografici e politici, che appartiene a tutte le religioni e a nessuna, a tutte le culture e a nessuna».
Stefano Giannatempo

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Domenico Maselli e la passione per lunità dei cristiani

Fascicolo completo di "Lucca7" in ricordo del Pastore Domenico Maselli.
"Desiderava creare un Centro ecumenico a Lucca, intitolandolo a Vermigli e Agresti"

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